Un mese e mezzo di orchestre in città

La Filarmonica della Scala conferma la vocazione di orchestra dei debutti. Dopo aver lanciato, a inizio settembre, il festival MiTo, domenica, alla Scala, ha dato il via al Festival Milano Musica, la manifestazione che fa del capoluogo lombardo una delle città italiane più attente alla musica colta di oggi. La Filarmonica, poi, giovedì cambierà pelle una volta raggiunta la Basilica di Sant'Eustorgio dove (alle ore 21) festeggia con un concerto - sostenuto da Unicredit - il decennale del Museo Diocesano. Si ascolteranno Mozart e Beethoven secondo l'interpretazione del direttore Lorin Maazel che sostituisce - la notizia è di ieri - Georges Pretre, indisposto. In una fase storica dove mai come prima si reclama flessibilità, a tutti e su ogni fronte, l'orchestra nata da una costola del teatro alla Scala combina sempre più il repertorio classico ai titoli dell'oggi. Ovvero a quella musica contemporanea che i più faticano a metabolizzare e che le istituzioni propongono con estrema prudenza.
Il festival di Milano Musica non solo bada alle novità musicali, ma le coltiva in modo esclusivo: lo fa da vent'anni. E in due decenni ha certo contribuito a creare una sensibilità verso l'arte d'oggi che latita in tante altre città d'Italia, capitale inclusa, e che avvicina (o almeno rende meno lontana) Milano alla realtà delle grandi capitali d'Europa.
Il festival, che si spinge fino al 17 novembre, conta dieci conferenze, una giornata di studi e dieci concerti con sei prime assolute e quattro prime nazionali. E' centrato sulla figura di Helmut Lachenmann: il compositore, leone d'oro alla Biennale del 2008, cui si intitola il Festival. Coinvolge i maggiori teatri cittadini, Scala come s'è visto, ma pure il Dal Verme, l'Elfo Puccini, l'Auditorium in Largo Mahler, e Palazzi vari (Greppi, Sormani, Villa Simonetta)
Manifestazione che è una sorta di retrospettiva del compositore Lachenmann, del 1935, tedesco ma abbeveratosi anche alla fonte italiana avendo frequentato, negli anni Cinquanta, i corsi di Luigi Nono a Venezia.
Così, il 5 ottobre (Auditorium San Fedele) si ascolteranno il suo Pression e Trio fluido, sabato prossimo l'Orchestra dei Pomeriggi oltre a pagine di Lachnmann propone in prima assoluta un concerto per corno di bassetto di Matteo Franceschini. Altra orchestra coinvolta nel Festival è la Verdi che domenica 16 esegue Concertini di Lachnmann.
Nell'ambito della musica vocale e strumentale del compositore tedesco, è stato scelto Consolation I (1967), per coro e percussione, nell'esecuzione della Schola Heidelberg diretta da Walter Nußbaum, lunedì 24 ottobre, al Teatro Elfo. Ultimo appuntamento dedicato a Lachenmann è per venerdì 28 ottobre, al Conservatorio G. Verdi, con il Quatuor Diotima, per l'esecuzione di Toccatina (1986), studio per violino solo e del Terzo Quartetto "Grido" (2001).