Un mese di litigi E Pisapia è già nel pallone

(...) L'architetto Boeri è all'attacco, permanente ed effettivo. Del resto prima doveva fare il sindaco, poi l'assessore all'Urbanistica (oggi non si dice più così ma almeno ci intendiamo) e poi gli hanno dato la cultura che a lui interessa il giusto. L'uomo non ha gradito che Pisapia abbia firmato con Podestà e Formigoni il piano per l'Expo che, praticamente, è il piano elaborato nell'era Moratti. Ha gridato alla cementificazione della città e su Facebook ha esternato tutto il suo disagio, con toni alla giovane Werther, nei confronti della giunta e della sua permanenza in essa. La vice sindaco Guida, potente donna di origine colmegnana (nel senso di don Virginio Colmegna, la solidarietà ambrosiana cattolica progressista e di sinistra), ha rimbrottato Boeri e lui di tutti rimando le ha detto, alludendo alla medesima, che meglio la chiarezza su Facebook che le veline ai giornali. Abituati ad occuparci del centrodestra non ci fanno impressione le liti, le bagarre e quant'altro. Quello che ci impressiona è che al povero Pisapia non hanno neanche concesso la luna di miele, subito luna di fiele. Ma come si fa? Ma un po' di umanità. Lasciate gustare all'avvocato almeno per qualche giorno la vittoria, se non per convinzione almeno per umana pietà.
La questione non è da poco perché siamo a Milano e in questo tempo di crisi non c'è bisogno di casino, c'è bisogno di idee chiare e di operatività. Le questioni che solleva Boeri non sono questioni di sostanza figlie di una visione alternativa, almeno a giudicare da quello che ha fatto Pisapia, a quella del sindaco stesso. La questioni dei militari poi, evidentemente, è una lisciata di pelo a coloro che concepiscono le questioni della sicurezza come questioni di destra. Chissà lui cosa ne pensa veramente. Certo a Colmegna i militari per strada non piacciono.
Poi c'è il povero Tabacci che a quelli dell'Italia dei Valori non va giù (crediamo che la cosa sia reciproca). Dicono che parla bene e razzola male perché mentre deve fare risparmi nelle finanze del Comune di Milano non si dimette da parlamentare. A noi non ce ne frega niente. E' uno che ne sa di finanza pubblica e sa come muoversi. Se da quella postazione fa del bene a Milano ci potrebbe rimanere tranquillamente. Ma non deve spiegarlo a chi scrive ma a quelli di Di Pietro. Auguri.
Detto questo gli auguri vanno fatti ai milanesi perché di questo passo la confusione sarà grande sotto il cielo.