Un mese dopo il terremoto l’Aquila continua ad avere paura

L’AquilaÈ passato un mese dal terremoto che la notte del 6 aprile alle 3 e 32 ha colpito l’Abruzzo. La scossa di magnitudo 5.8 ha distrutto molti edifici e monumenti del centro storico dell’Aquila, ha raso al suolo alcuni villaggi e frazioni limitrofe, ha ucciso oltre 200 persone, in una delle tragedie più grandi della storia recente dell’Italia.
Oggi, sono oltre 65mila gli sfollati, di cui più di 30mila alloggiati nelle 170 tendopoli sorte nei giorni dopo il terremoto e il resto negli alberghi della costa adriatica. Ma l’Abruzzo non ha finito di avere paura: lo sciame sismico, infatti, non accenna a smettere (una scossa di magnitudo 2.1 è stata registrata ieri in provincia di Massa Carrara). Continuano i sopralluoghi dei tecnici sui danni e l’agibilità degli edifici: al 3 maggio sono state verificate 24.820 strutture, delle quali il 53,1 per cento è risultato agibile. Il dato è parziale: i tecnici non sono ancora arrivati nelle zone a rischio crolli.
Ieri, è stato il giorno del ricordo e del dolore, della cerimonia. All’Aquila c’era anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. Ha partecipato a una seduta solenne del Consiglio regionale per ricordare le vittime del sisma. La città, ha detto, «è stata la capitale italiana del dolore», ma anche della «dignità» e del «coraggio», per questo, «le risorse per la ricostruzione devono essere congrue».
Il presidente della Camera ha inoltre sostenuto la scelta di tenere il G8 nel capoluogo abruzzese: concorrerà a reperire risorse per i monumenti, perché «ben sappiamo che non si può ricostruire l’Aquila in un giorno», ma è necessario «ricostruirla più bella e sicura di prima». È invece da Onna, piccolo paese alle porte dell’Aquila completamente raso al suolo dal sisma, che il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha iniziato il suo giro nei campi di accoglienza in cui vivono gli sfollati per spiegare il contenuto del decreto legge per l’Abruzzo. Il provvedimento, approvato nel Consiglio dei ministri del 23 aprile 2009, contiene nuove norme e agevolazioni per le popolazioni colpite.
Il capo della Protezione civile assicura: «Abbiamo mantenuto in questo mese tutte le promesse fatte guardando la gente negli occhi nelle tende, siamo determinati a farlo anche nel futuro». «Seguiremo le indicazioni del presidente della Repubblica, ascolteremo le esortazioni della nostra guida spirituale il Santo Padre, seguiremo quello che dice il governo, ma ascolteremo tutti», sottolinea.