Il messaggio 2011: «Da 20 anni a sostegno del non profit»

Dà credito ai progetti migliori, eppure non è una banca. Proprio così, la Fondazione Cariplo ha scelto di chiudere l’anno e di aprire il prossimo con una campagna di comunicazione che punta a chiarire il suo ruolo.
Nell’Anno internazionale del volontariato, il 2011, non a caso quindi, ha voluto chiamare a raccolta tutti gli enti non profit con cui in questi vent’anni ha lavorato, sostenendo con oltre due miliardi di euro più di 20mila progetti nei settori dell’arte e cultura, della ricerca scientifica, dell’assistenza, dell’ambiente, e ha chiesto loro, questa volta, in cambio, una mano per realizzare la campagna che dice «da vent’anni a sostegno del non profit, diamo credito ai progetti migliori (credito nel senso della fiducia, non in senso bancario, il gioco di parole è stato fatto apposta), eppure non siamo un banca».
Fondazione Cariplo ha chiesto aiuto alle organizzazioni che in questi anni hanno ottenuto dei contributi: un sito, un house organ, una newsletter, o uno schermo dentro un’università, un museo? Serve a fare passare la campagna, l’obiettivo è realizzarla gratuitamente, per evitare di sottrarre così risorse alle erogazioni. All’appello hanno risposto già oltre duecento Associazioni, Comuni, Fondazioni...
Le partnership internazionali. Si chiude un altro anno di cose fatte su diversi fronti, mantenendo stabili le erogazioni, attorno ai 190 milioni di euro. Fondazione Cariplo si è distinta per aver dato il là a numerosi progetti per promuovere la coesione sociale, soprattutto nelle zone più difficili delle città, come le periferie; lo ha fatto in diversi modi: rivitalizzando le biblioteche, divenute nuovamente centro di aggregazione; e ancora con decine di progetti realizzati nelle scuole per l’integrazione degli stranieri. Fondazione Cariplo ha dato vita a iniziative speciali, in partnership con realtà straniere, a conferma del fatto che il problema dell’integrazione culturale è diffuso; perciò sono nate collaborazioni con Jp Morgan e la Fondazione Berltesmann che hanno vissuto il momento di culmine in un importante convegno internazionale a Milano, il primo ottobre, con esperti di caratura mondiale a spiegare ai nostri insegnanti che l’integrazione si può.
Il sostegno alla cultura. Fondazione Cariplo è andata controcorrente sul fronte del sostegno alla cultura,mentre tutti tagliano, ha lanciato sei distretti culturali in Lombardia con un impegno di oltre 24milioni di euro, convinta che facendo leva sulla cultura, oltre che salvaguardare il nostro imponente patrimonio, si possa anche far ripartire l’economia, tramite l’indotto che la cultura produce; vedremo se a Mantova, Sondrio, Cremona, Monza e in val Camonica, dove i distretti son partiti, con un’ottica di investimento di lungo periodo, la cultura si dimostrerà un traino.
La solidarietà, anche locale. Nel 2010 la solidarietà non ha smesso di produrre buoni frutti: ne sono un esempio le 15 Fondazioni di comunità, organismi autonomi, che la Cariplo ha fatto nascere, con dieci milioni di euro ciascuna, dal 99 a oggi, con l’obiettivo di dare a ciascun territorio provinciali una piccola cassaforte che si incrementi e frutti per il bene comune; e così esse hanno ricevuto 3.845 donazioni per un valore complessivo di 9 milioni di euro. Trend in crescita: rispetto al passato con un maggior numero di donazioni (+2%). A loro volta queste Fondazioni hanno erogato oltre 21 milioni e sostenuto più di 1.700 progetti d’utilità sociale, soprattutto nel settore socio assistenziale che ha attirato il 43% degli stanziamenti; seguono la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico con il 22% e le attività culturali con il 19 %.
Dietro queste donazioni ci sono storie di persone «eccezionali» ma comuni: come quel commendatore di Brescia che ha recentemente lasciato 500mila euro; o ancora come Maria Prati che, a Novara, ha lasciato tutto il suo patrimonio, oltre 2 milioni e mezzo. Storie di grandi e piccoli donatori, filantropi silenziosi. Non serve essere Bill Gates.