In un messaggio audio il capo di Al Qaida chiede il boicottaggio delle merci dell’Ovest e la consegna degli autori delle vignette su Maometto. Poi passa all’attacco Osama: «C’è una crociata contro Hamas» Bin Laden difende gli integralisti palestines

E incita il Sudan alla Jihad contro i caschi blu dell’Onu

Fausto Biloslavo

Osama Bin Laden rispunta dal limbo del terrore e lancia un nuovo bellicoso messaggio, questa volta per mobilitare i volontari della guerra santa in Darfur, la regione occidentale del Sudan dove non è mai sopita una sanguinosa guerra civile. Poi minaccia apertamente l’Occidente per l’isolamento finanziario e politico che circonda il governo estremista palestinese di Hamas, come aveva già fatto il suo vice Ayman al Zawahiri. E infine inneggia alla punizione di chi ha pubblicato le famose vignette su Maometto e ad intensificare il boicottaggio delle merci provenienti dai Paesi che non hanno proibito la divulgazione dei disegni blasfemi. L’emittente araba Al Jazeera ha diffuso ieri un nastro con un messaggio audio attribuito allo sceicco del terrore, il cui copione sono le minacce all’Occidente «in guerra con l’Islam». Esperti dell’intelligence americana hanno confermato alla televisione Fox news che la voce del nastro sarebbe autentica. L’ultimo messaggio audio di Osama era stato diramato lo scorso 19 gennaio.
Secondo Bin Laden, «il blocco economico che l’Occidente sta imponendo al governo di Hamas dimostra che è in corso una guerra dei crociati sionisti contro l’Islam». Il capo di Al Qaida si riferisce al congelamento dei fondi da parte di americani ed europei al nuovo esecutivo estremista palestinese, fino a quando non riconoscerà il diritto di esistere di Israele. «Affermo che sia i governi che le popolazioni sono responsabili di questa guerra (contro l’Islam, ndr) ­ dichiara nel nastro Osama -. Mentre la guerra va avanti, le popolazioni rinnovano la propria fiducia ai loro governanti e ai loro politici e continuano a inviare i loro figli nei nostri Paesi per combatterci». Il riferimento, che coinvolge anche l’Italia, riguarda la presenza delle truppe internazionali in Irak e in Afghanistan, ma è estremamente grave che Bin Laden incolpi le popolazione occidentali, non solo i loro leader politici, giustificando indirettamente eventuali attacchi contro i civili in Europa o negli Stati Uniti.
La vera novità del messaggio è l’appello alla mobilitazione per la Jihad in Darfur, la regione occidentale del Sudan, dove la guerra civile ha già provocato 180mila morti e due milioni di profughi. Le popolazioni locali musulmane di etnia africana sono insorte contro il governo islamico fondamentalista di Khartum di ceppo arabo. Le forze governative utilizzano per la pulizia etnica le milizie Janjaweed, i cosiddetti «diavoli a cavallo», che si sono macchiati di massacri e stupri di massa. Ma il suo vero obiettivo sono i caschi blu dell’Onu: «Invito i mujaheddin e i loro sostenitori, soprattutto in Sudan e nella penisola arabica, a prepararsi a una lunga guerra contro i predoni occidentali», annuncia Osama. «Il nostro scopo non è quello di proteggere il governo di Khartum, ma di difendere l’Islam, la sua terra e la sua gente».
Osama bin Laden, dopo la guerra contro i sovietici in Afghanistan, ha vissuto in Sudan nei primi anni Novanta. Non ama il governo di Khartum, perché nel 1996, su pressione americana, fu espulso dal Paese africano e riparò in Afghanistan, dove ingrandì la rete di Al Qaida. Osama punta alla chiamata alle armi in vista della prevista guida della missione di pace in Darfur da parte delle Nazioni Unite, che oggi è gestita malamente dall’Unione Africana. L’Onu ritiene che la crisi nella regione sudanese sia una delle più dimenticate e gravi del pianeta, mentre Washington non ha esitato a parlare di genocidio della popolazione locale da parte delle milizie fondamentaliste.
Infine il leader di Al Qaida invita i musulmani a «proseguire la loro campagna di sostegno al profeta Maometto, coinvolgendo nel boicottaggio gli Stati Uniti e i Paesi europei che hanno espresso solidarietà alla Danimarca» per le irriverenti vignette su Maometto. I disegni furono pubblicati lo scorso settembre da un quotidiano danese e ripresi da numerosi giornali europei scatenando proteste, assalti alle ambasciate occidentali e il boicottaggio delle merci europee, dall’Indonesia al Libano. Inoltre lo sceicco del terrore chiede «che coloro i quali hanno nociuto al profeta siano consegnati ad Al Qaida», sottolineando come tale richiesta rispecchi quella avanzata dagli Stati Uniti ai talebani di «consegnare Bin Laden dopo l’11 settembre 2001».