Messaggio audio del raìs Gheddafi: mi trovo dove non potete raggiungermi

S'infittisce il giallo sul Colonnello. Circolano voci, poi smentite, sul suo ferimento. Ma lui torna  a farse sentire in un messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato

Tripoli - Che fine ha fatto Gheddafi? Il mistero s'infittisce. Intanto il raìs è tornato a farsi sentire, con un messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato libica. Il colonnello ha detto: "Sto dicendo ai vigliacchi crociati che sono in un posto in cui non potete raggiungermi e uccidermi". Poi, dopo aver dichiarato di trovarsi "nel cuore di milioni di libici", ha condannato gli attacchi della Nato contro il suo compound.

Giallo sul ferimento Il colonnello probabilmente è ferito e non si troverebbe più a Tripoli: lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Bagnaia (Siena), dove si trovava per un convegno. "Non abbiamo alcun elemento sull’attuale sorte di Gheddafi - ha detto il ministro -. Tendo ad accreditare la tesi di Martinelli (Vincenzo, vescovo di Tripoli, ndr) secondo cui Gheddafi è probabilmente ferito e non si trova a Tripoli". Ma il portavoce del governo di Tripoli, Ibrahim Moussa, citato dall’emittente al-Arabiya, smentisce la notizia. E più tardi smentisce anche il vescovo Martinelli.

Le accuse di Gheddafi Mentre continua il giallo sull'ultimo video del raìs e sulla sua presenza a Tripoli, la tv di Stato al-Jamahiriya accusa la Nato di colpire anche obiettivi civili.  In un raid aereo compiuto contro una zona residenziale di Brega, sarebbe stata infatti colpita una palazzina in cui ci sarebbero 16 morti e 30 feriti. Secondo un responsabile della compagnia petrolifera libica, il bilancio potrebbe aumentare perchè ci sarebbero ancora altre persone sotto le macerie. Nella palazzina colpita abitavano lavoratori della compagnia.

La replica della Nato L'Alleanza non sa se Muammar Gheddafi si trovi ancora a Tripoli o abbia lasciato la capitale libica. "Ho visto anch’io il colonnello che parlava ai suoi uomini, ma non possiamo confermare questa informazione perchè non abbiamo nessuno sul terreno", ha spiegato Bracken, sull’attendibilità del video trasmesso mercoledì sera in cui era presente Gheddafi. Anche sulle conseguenze del raid della Nato contro la residenza-fortezza di Gheddafi a Tripoli, Bracken ha espresso cautela. "Non abbiamo informazioni - ha spiegato - per confermare la sua presenza in quel luogo e in quel momento".

La missione continua Tutti gli alleati sono determinati a portare avanti la missione "fin al pieno raggiungimento dei nostri tre obiettivi: stop a tutte le violenze contro i civili, ritiro delle forze del regime, libero ingresso degli aiuti militari" ha ribadito un responsabile dell’Alleanza, oggi a Bruxelles. La Nato ha inoltre ricordato che Gheddafi "non è fra gli obiettivi della missione che non ha lo scopo di eliminare singoli individui ma di distruggere i centri di comando". In attesa delle incriminazioni della Corte penale internazionale, annunciare per lunedì, la Nato ha fatto sapere che la missione non cambia. "Se la Corte farà questo annuncio allora si vedrà", ha spiegato Bracken, "per adesso continuiamo ad applicare le due risoluzioni dell’Onu, la 1970 e la 1973".