Messaggio dei vescovi Usa a Obama: le priorità sono pace, vita e povertà

I vescovi si augurano che la nuova amministrazione approvi delle
misure "forti e prudenti" che aiutino in particolare "le famiglie
povere e i lavoratori più vulnerabili" ad affrontare l’attuale crisi
economica <em>(nella foto il cardinal Francis George con il Papa)</em>

I vescovi degli Stati Uniti si augurano che la nuova amministrazione approvi delle misure "forti e prudenti" che aiutino in particolare "le famiglie povere e i lavoratori più vulnerabili" ad affrontare l’attuale crisi economica. È quanto si legge nel messaggio che l’episcopato americano ha inviato al nuovo residente Barack Obama. I vescovi hanno assicurato a Obama e al nuovo Congresso il proprio contributo, affinché la fase di cambiamento che stanno vivendo gli Stati Uniti sia contraddistinta da un impegno comune in favore della vita umana, dei più deboli e per la pace nel mondo. Il messaggio è firmato dal Presidente della conferenza episcopale, l’arcivescovo di Chicago, cardinal Francis George.

Nel testo l’episcopato americano chiede "una maggiore responsabilità" per far fronte agli abusi del sistema che hanno contribuito all’innescarsi della crisi finanziaria. Sul fronte internazionale si chiede invece "una transizione responsabile in un Iraq libero dalle persecuzioni religiose". Pressante è inoltre l’appello affinchè si metta fine al conflitto nella Terra Santa e si costruisca la pace nella regione. Nel documento viene inoltre espresso l’auspicio per un rinnovato impegno dell’amministrazione di Washington nella lotta contro l’Aids con modalità che "siano efficaci e al tempo stesso moralmente appropriate".

Una parte significativa della lettera indirizzata ad Obama è dedicata alla famiglia e alla difesa della vita. Viene ribadito il sostegno della Chiesa al matrimonio, unione esclusiva tra un uomo e una donna. Nessun altro tipo di relazione, è il monito dei vescovi, può essere valutata in modo equivalente al patto stretto tra un uomo e una donna nel matrimonio.