Messi come Maradona (e Del Piero): slalom, gol e ovazione

Adesso per giocare contro di lui, c’è gente disposta persino a sborsare 5 milioni di euro. La bislacca trovata è del magnate del petrolio, nonchè presidente della squadra uzbeka del Pfc Bunyodkor, Isok Akbarov. Cinque milioni di euro versati nelle casse della società azulgrana per il «pacchetto da mille e una notte» che comprende allenamento nel Ministadi del Barcellona, visita alla città sportiva Joan Gamper e partita amichevole contro i padroni della Liga. Cinque milioni per una giornata spalla a spalla con Puyol, Eto’o e Henry. Ma soprattutto fianco a fianco della stella Leo Messi, pulce sempre più gigantesca quando si tratta di seminare avversari e fare gol.
Ora lo sanno anche dalle parti di Madrid, sponda Atletico, dove negli ottavi di colpa del Re, l’argentino ha fatto un sol boccone della difesa biancorossa, divorata con una famelica tripletta. Avesse giocato oltremanica, Leo si sarebbe portato a casa il pallone della vittoria. L’altra sera si è dovuto - diciamo così - «accontentare» dell’ovazione dei tifosi avversari presenti allo stadio Vicente Calderon, un po’ come successe al nostro Del Piero dopo la doppietta contro il Real al Bernabeu: «È sempre bello quando il pubblico avversario ti applaude». Infilando il pallone sotto il corpo del portiere in uscita, su rigore - calciato con una semplicità quasi supponente - o scattando sul filo del fuorigioco: tre gol in meno di novanta minuti, un’esibizione che ha messo tutti d’accordo. «Messi è il miglior giocatore del mondo», ha sentenziato a fine gara l’ex viola, ora all’Atletico Madrid Ujfalusi; «è una fortuna allenare Messi e questa squadra», le parole dell’allenatore Pep Guardiola. «Giocare con Leo è facilissimo», la chiosa finale del neocompagno di squadra, Dani Alves.
Paragoni come se piovessero, per vederlo in azione è arrivato persino Diego Armando Maradona, uno dei primi nomi ad essere scomodati e affiancati alla classe e al genio di Messi. Certo, in campo doveva esserci anche il «gemello» della pulce Sergio Aguero, e forse il cittì argentino era allo stadio più per il genero che per Leo, ma alla fine, anche senza sfida nella sfida, Maradona sembra si sia alquanto divertito. E probabilmente, se Messi non avesse colpito la traversa dopo aver seminato tre avversari partendo dalla destra, ci sarebbe stato qualcuno pronto ad andare a bussare a casa di Cristiano Ronaldo, chiedendo indietro il Pallone d’oro.