Da Messi a Rooney, un sogno tira l’altro

Moratti guarda oltre il Tottenham e pensa alle stelle del Barcellona e del Manchester United. Ma sono due obiettivi molto difficili

Bastone e carota. É l’ultima trovata di Moratti. Ogni tanto il patron rilancia qualche mal di pancia personale, poi si pente ed alla prima occasione fa i complimenti alla squadra e al tecnico. Quel che serviva per avviarsi a Inter-Tottenham. Squadra con qualche problema, solida in difesa, ma Eto’o-dipendente in attacco. Basterà per gli inglesi? Moratti guarda solo il bicchiere mezzo pieno. E racconta: «Ho visto l’Inter giocare bene, con grinta e il carattere necessario per vincere questo tipo di partita, e anche con determinazione».

Abituato al gioco striminzito propinato per due anni da Mourinho, il presidente non può nemmeno lamentarsi per un fatto estetico. «Il bel gioco? Non ne ho visto tantissimo in circolazione, comunque a me non è dispiaciuta l’Inter, mi è sembrato avesse una forte personalità, e il bel gioco dipende anche dalla squadra avversaria».
Voce di popolo dice che i mugugni di Wayne Rooney, la decisione di non rinnovare il contratto, possano aver ingolosito il patron. Se Moratti ha chiesto informazioni a Fabio Capello, il tecnico che avrebbe voluto al posto di Benitez (e chissà mai nel futuro), ne avrebbe ottenuto risposte molto positive. Anche dal punto di vista comportamentale. Rooney è giovane (25 anni la settimana prossima), Milito (31) non altrettanto.

Per ora è solo una traccia. E l’Inter si sente sempre più Etòo-dipendente, e Moratti è assolutamente soddisfatto: «Quando eravamo Ibrahimovic-dipendenti abbiamo vinto due scudetti, quindi non mi dispiace per niente». Che poi l’arbitro Tagliavento sia stato abile nello zittire i razzisti di Cagliari e nell’evitare mugugni al camerunese, è un punto in più a favore. Anche dell’arbitro. «É stato bravo», ha concluso il presidente che, magari, poteva sprecare qualche parola in più, visti i precedenti a Cagliari e nei rapporti con Tagliavento (le manette di Mou). Meglio dedicarsi a Messi e al sogno. «É il punto di arrivo di tutte le società, ma penso che sia difficilissimo prenderlo».

Ieri ad Appiano si è presentato Arrigo Sacchi che, a differenza del Lippi dei tempi passati, vuol andare a frugare anche fra i giovani italiani dell’Inter. Parole in libertà con lo staff a cui si è associato Benitez, un suo grande estimatore. Probabilmente l’allenatore nerazzurro avrà chiesto consigli all’Arrigo sul metodo per convincere un presidente a compragli giocatori utili. Per la partita di Champions l’Inter potrà recuperare Cordoba e Pandev. Eto’o sta bene ed è l’unica notizia che conta da qualche tempo a questa parte.