Messi: «Siamo stati bravi, ma dobbiamo migliorare»

Tevez: «Un onore giocare con certi campioni». Cambiasso: «Mi spiace il ko di Gonzalez»

«Fantasia e gol, l’Argentina sogna». Il grido di gioia dell’edizione on line de La Nacion è l’eco della festa che si è scatenata per le strade di Buenos Aires dopo il sei a zero rifilato dalla celeste alla Serbia. Caroselli, traffico paralizzato, pueblo in estasi per l’eclatante vittoria che trasforma Messi e compagni nei favoriti d’obbligo del mondiale tedesco. Il Paese intero si specchia nello spettacolo offerto dalla nazionale e crede, sempre più fermamente, nel trionfo finale.
Quest’Argentina d’assalto ha la faccia imberbe e il carattere schivo del nuovo fenomeno, Lionel Messi. Il diciannovenne attaccante del Barça ha bagnato il suo esordio in un Mondiale con l’assist per Crespo e il gol del 6-0, ma dimostra ancora una volta la sua capacità di mantenere i piedi per terra. «Possiamo fare di più – commenta a fine gara –. Bisogna continuare a migliorare, anche se quello di oggi è stato un passo importante, abbiamo giocato bene e ottenuto un successo ampio».
Carlos Tevez, invece, sottolinea con orgoglio la prestazione della squadra ed esalta il gioco espresso e la classe dei giocatori argentini. «Quando attacchiamo tutti insieme i risultati non possono che essere questi – sentenzia la punta del Corinthians –. È davvero un onore giocare con campioni del genere». L’interista Esteban Cambiasso esterna la sua gioia per l’impresa di ieri, ma non dimentica lo sfortunato Luis Gonzalez che, infortunatosi nei primi minuti di gioco, gli ha lasciato il posto. «Non dovevo essere della partita – spiega il nerazzurro –, poi c’è stato l’incidente a Lucho e sono entrato. Con un compagno che si fa male la gioia non può essere completa, ma abbiamo giocato una partita quasi perfetta: l’abbiamo fatta diventare facile noi, non è semplice vincere contro la Serbia».
Dagli sconfitti, a rompere l’imbarazzato silenzio, arrivano le parole del ct Petkovic. «Che posso dire? Ci hanno umiliati. Devo solo congratularmi e guardare avanti, anche se so che le generazioni future parleranno di questo risultato».