Messico, la guerra dei "narcos" si allarga: da gennaio 5.376 omicidi

I cartelli della droga continuano a seminare morte: aumentato del 117% nell’ultimo anno il numero delle vittime. Il procuratore generale Medina Mora: "Non è stato ancora
raggiunto il picco"

Città del Messico - Non si ferma la guerra dei narcotrafficanti in Messico, dove le stragi continuano, anzi sono in aumento. È infatti più che raddoppiato nell’ultimo anno il numero degli omicidi collegati al narcotraffico che sono cresciuti del 117%. Lo ha detto il procuratore generale Eduardo Medina Mora, precisando che nel periodo tra il primo gennaio e il 2 dicembre 2008 sono stati commessi 5.376 assassini collegati al narcotraffico, rispetto ai 2.477 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Gran parte degli omicidi sono avvenuti negli stati di Baja California, Sinaloa e Chihuahua, ha precisato Medina Mora, ricordando la lotta senza quartiere tra i cartelli di narcos guidati da Ismael "El Mayo" Zambada e "El Chapo" Guzman da una parte e le bande guidate invece dai Carrillo Fuentes insieme ai fratelli Beltran Layva dall’altro. Lo scorso novembre è stato il mese più violento nella storia moderna del paese: il bilancio degli omicidi per la lotta intestina tra i cartelli della droga è salito a 943. Durante l’incontro con la stampa, Medina Mora ha ricordato l’operazione "pulizia" anti-narcos lanciata dal governo qualche mese fa e il piano anti-droga degli Usa, noto come "iniziativa Merida", che prevede fondi per 1,4 miliardi di dollari fino al 2010. 

La causa principale è nella lotta tra i cartelli della droga per il controllo del territorio nel nord del Messico, dove passano le rotte del traffico degli stupefacenti verso gli Stati Uniti. Secondo Medina Mora, tale situazione andrà peggiorando: «Il trend è in crescita -ha detto- ma non abbiamo raggiunto il picco della violenza». La procura generale ha comunque indicato che il tasso di omicidi in Messico è di 11 per 100 mila abitanti, molto al di sotto del 33 registrato in Colombia, del 40 in Brasile e del 50 in Guatemala e El Salvador. In Europa scende mediamente intorno al 4, mentre negli Usa il tasso di omicidi è di 6 su 100mila abitanti.