Messico: i narcos bruciano sedici persone

Ennesimo regolamento di conti fra le bande rivali che spadroneggiano e seminano morte e distruzione

E' l'ennesimo regolamento di conti nel Messico devastato dalla violenza dei narcos. Ma è un episodio raccapricciante anche per un paese costretto a convivere con crimini di ogni tipo: sedici persone sono state uccise e incenerite a bordo di due auto; in particolare dodici, fra cui una donna, erano ammucchiate l'una sull'altra dentro una macchina. In totale i morti in questo capitolo della guerra fra i cartelli della droga sono almeno venti. La mattanza è avvenuta fra Culiacan e Mocorito, nello Stato di Sinaloa, a ridosso della frontiera con gli Usa. Sinaloa è considerato il regno indiscusso di Joaquin El Chapo Guzman, leader dell'omonimo cartello, il criminale più ricercato al mondo dagli Usa. I rivali sono gli altrettanto feroci Los Zetas. Risultato: la gente muore. Il governo ha dichiarato guerra ai cartelli, ma non si tratta di un'impresa facile. I narcos dispongono di migliaia di uomini e hanno capitali ingenti.