Il Messico non trova il gol

Una cenerentola africana con un portiere 36enne senza club. È l’ostacolo che ferma il Messico nel suo secondo match mondiale: 0-0 e frenata in classifica.
Spinto da 35.000 tifosi, il Messico accende subito un festival del calcio piazzato che regala il palo di Marquez dopo 13’ (barriera da rivedere). Ma gli africani dell’indiavolato Ze’ Kalanga, reduci da una seduta di psicoterapia per dimenticare il ko nel «derby» con il Portogallo, si difendono quasi sempre bene e rispondono pungendo. Considerate le allegre uscite a una mano sola del loro spericolato portiere Joao Ricardo, è un buon inizio, che offre anche di meglio quando i messicani, non trovando sbocchi in attacco, si ingolfano e, sulla sinistra, aprono troppe porte. La migliore occasione è comunque degli americani, privi tra l’altro del bomber Borgetti: 45’, Franco vince un rimpallo in area, Joao Ricardo si getta di cuore. È 0-0 all’intervallo.
Visto che erano stati i cambi a salvare la partita con l’Iran, il ct messicano La Volpe apre la ripresa con Arellano per Zinha e prosegue con il giocoliere Fonseca in campo alla mezz’ora. Franco (56’), Bravo (66’) e Marquez (87’) sfiorano il gol ma Joao Ricardo e il palo salvano tutto, pure gli ultimi 13’ con l’Angola in 10 per il rosso ad Andrè. Un piccolo miracolo.