Messico, si ricontano le schede

da Città del Messico

Impasse politica densa di tensione in Messico, dopo che il conteggio dei voti di domenica non ha stabilito chi è il nuovo presidente tra il candidato governativo Felipe Calderon e quello della sinistra Andres Manuel Lopez Obrador. La questione passa ora al Tribunale elettorale, che avrà tempo fino al 6 settembre per emettere il suo giudizio. Intanto è stato già disposto un nuovo spoglio delle schede, che scatterà da domani.
Secondo gli ultimi dati disponibili sulla base del 96,34% dei documenti ricevuti, Felipe Calderon, candidato del Partito Azione nazionale (Pan, destra), avrebbe il 36,43%, con un vantaggio di poco più di un punto percentuale su Lopez Obrador, che viene accreditato del 35,40%, con uno scarto di 388.705 voti.
Lopez Obrador, il candidato del Partito della rivoluzione democratica (Prd), proclamatosi anch’egli vincitore delle elezioni come Felipe Calderon, ha confermato ieri di voler difendere «la volontà della gente» e di accettare una sconfitta, ma soltanto dopo il controllo dei risultati.
Intervenendo nel programma televisivo Primero Noticias Amlo, come lo chiamano comunemente i messicani, ha sostenuto che «ogni candidato o partito ha diritto a ottenere un controllo dei documenti» elettorali.
Obrador ha quindi chiesto ai suoi simpatizzanti di avere pazienza, perché è necessario un comportamento responsabile, e ha concluso: «Se perdiamo le elezioni lo riconoscerò, e se vinciamo, sia pure per uno o due voti, difenderò la vittoria con i miei argomenti e le mie ragioni».