Messina A 15 anni botte al disabile per una scommessa da 20 euro

Messina Hanno umiliato, e vessato un disabile per una scommessa da 20 euro: ecco cosa c’era sul piatto, pretesto assurdo per dar sfogo alle loro vigliacca voglia di violenza. Ciò che più impressiona è l’età di questi giovanissimi balordi: tutti quindicenni, otto adolescenti che ora sono stati denunciati dai carabinieri. Una manciata di spiccioli rappresentavano il premio per la loro «prova di coraggio». Vittima, stavolta, non un loro coetaneo ma un adulto, un quarantaseienne disabile di Patti, comune in provincia di Messina. Gli studenti, appartenenti a famiglie benestanti e molto note in paese, avrebbero messo sul tavolo inizialmente due o tre euro e poi, con un gioco al rilancio, hanno racimolato la somma che sarebbe andata al più audace. Un gioco finito male, sul quale è calato il silenzio complice di tutti i minorenni. Tutto è successo durante le vacanze natalizie, la prima volta il 27 dicembre, quando i ragazzini si sono recati davanti casa del malcapitato e, dopo aver rotto un vetro di una finestra dell’appartamento al piano terra, hanno atteso che l’uomo si affacciasse per riempirlo di schiuma da barba e per schernirlo. Il 30 dicembre, il raid si è ripetuto: dopo aver aperto la finestra di casa, la vittima, che ha necessità di continua assistenza durante tutto il giorno, è stata colpita in pieno volto da una bottiglia di plastica piena d’acqua che gli ha procurato delle escoriazioni in fronte. Il 46enne si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino dove è stato curato e dimesso con una prognosi di tre giorni. Dopo la sua denuncia ai carabinieri le voci sono iniziate a circolare in paese, così come si sono strette le maglie delle indagini dei militari della compagnia locale. Ormai a Patti erano in molti a sapere che cosa fosse veramente successo e in paese circolavano con sempre maggiore insistenza i nomi del gruppetto di bulli. Si erano vantati delle loro bravate, qualcuno li aveva anche visti all’opera. Sono stati proprio i genitori dei ragazzi a convincerli a confessare il gesto. Ormai, del resto, sarebbe stato inutile negare. Alla fine l’ammissione di tutte le colpe e la confessione nella caserma dei carabinieri.