Messina in alto mare per lo spoglio Errori e denunce, parte l’inchiesta

Amministrative ancora aperte a tre giorni dal voto. Intanto il governatore Lombardo si autoproclama artefice del trionfo Pdl: «Il merito è mio»

da Milano

Il Ponte sullo Stretto, forse, la collegherà all’Italia. Ma quanto a velocità dello spoglio elettorale Messina ne ha di strada da fare, e parecchia. Perché neanche nella più sperduta repubblica del terzo mondo 48 ore non sono sufficienti per arrivare ad un risultato definitivo. E invece, nella città dello Stretto, tutto è ancora in alto mare. O meglio, in alto mare, sino a ieri sera, erano 24 sezioni delle Comunali e 21 delle Provinciali, le stesse che mancavano all’appello 24 ore prima. Un ritardo decisamente anomalo, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo.
Nessun problema per quanto riguarda il neo sindaco e il nuovo eletto presidente della Provincia. Le percentuali riportate dai due eletti del Pdl, Giuseppe Buzzanca e Nanni Ricevuto, sono talmente “bulgare” che nessun ribaltone potrà verificarsi quando queste fatidiche sezioni arriveranno. Ma il problema c’è, eccome, per i consiglieri, perché sino a quando non ci sarà il dato definitivo delle liste non sarà possibile stabilire chi sono gli eletti. Parlare di anomalie vistose è un eufemismo: il totale delle preferenze assegnate è superiore a quello dei votanti, le somme di voti validi, contestati o non assegnati non coincidono con il numero di elettori. «Per molte sezioni – spiega l’ufficio stampa del Comune - mancano i voti assegnati ai candidati a sindaco e ai candidati consiglieri, vi è incongruenza tra voti assegnati al candidato a sindaco e quelli destinati alle liste collegate (esempio: voti assegnati al candidato sindaco eccessivamente inferiori a quelli delle liste collegate)». Un delirio. Per non parlare, poi, dei problemi che si sono verificati fuori dai seggi, con le “pressioni” di galoppini e personaggi della malavita locale. I vigili urbani e la Digos hanno raccolto decine di denunce, che hanno trasfuso in un primo rapporto. Come è possibile che una cosa del genere accada? E per di più per la seconda volta in due mesi visto che anche in occasione dell’election day di aprile Messina si è distinta per i ritardi nello spoglio? L’ufficio elettorale della Prefettura allarga le braccia, spiega che si sono dovuti sostituire in extremis 67 presidenti di seggio, con persone evidentemente non in grado di ricoprire questo ruolo. Ieri, intanto, si è insediato l’Ufficio centrale, che dovrà procedere al controllo e alla proclamazione degli eletti.
La vittoria, comunque, non è in discussione. Ed è proprio sulla vittoria che si appuntano gli appetiti di tanti. Ad aprire le danze l’Udc - che in Sicilia è stato alleato del Pdl anche in questa tornata di amministrative - che a poche ore dall’apertura delle urne la propria indispensabilità per la vittoria del centrodestra (vedi il caso di Vittorio Sgarbi, che a Salemi andrà al ballottaggio con candidato del Pd e che ha scalzato l’aspirante sindaco del Pdl). E ieri è arrivato il bis, direttamente dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo (Mpa): «È un successo della coalizione, e un po’ di merito di questo è anche mio, perché tenere insieme partiti che a Roma non dico che fanno a pugni, ma hanno certamente posizioni diverse è certamente frutto di una continua mediazione e di una volontà di stare insieme che pratico tutti i giorni». Parole chiare. Che hanno preoccupato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Carmelo Briguglio, che parla di «inopportuna manifestazione di onnipotenza». E con ragione. Lui, candidato sindaco a Taormina, è stato battuto da Mario Passalacqua, sostenuto da liste civiche di centrosinistra e dal Mpa di Lombardo.