A Messina «Caronte» vuol fare il sindaco

Sui risultati delle urne peserà il partito di Raffaele Lombardo, che ha già fatto vincere il Polo a Catania

Marianna Bartoccelli

da Roma

«No al Ponte, sì alla Caronte». Da oggi sarà questo lo slogan che la Cdl intende usare ironicamente contro il candidato dell’Unione, Francantonio Genovese a sindaco di Messina. Per Angelino Alfano, il coordinatore regionale di Forza Italia, è in atto un vero e proprio conflitto di interessi: «Il candidato della sinistra è socio della società Caronte-Tourist, quella dei traghetti Messina-Reggio Calabria. Il no al ponte del candidato dell’Unione non è quindi solo una scelta politica. Anzi». Per Alfano il Ponte è diventato nell’Unione, merce di scambio con i Verdi: «In Sicilia dicono no al Ponte, anche per gli ovvi interessi del loro candidato e si fanno contenti i Verdi che così potranno orientarsi più facilmente per il sì all’alta velocità in Val di Susa».
Le elezioni di Messina arrivano dopo oltre due anni di commissariamento, visto che il sindaco di An, Giuseppe Buzzanca, era finito sotto processo e condannato per aver usato la macchina di servizio per andare a Brindisi a prendere la nave in compagnia della moglie, appena sposata. E la città si trova oggi ad essere al centro di due problemi che hanno forti ripercussioni nazionali. Intanto è la città del Ponte, in un momento nel quale è già stata fatta la gara d’appalto (vinta dall’Impregilo) bloccata dall’Ue per mancanza di dati relativi all’impatto ambientale. Non solo, l’omicidio di Francesco Fortugno il vice presidente del Consiglio regionale della vicina Calabria, l’arresto di alcuni imprenditori accusati di «manovre mafiose» come risulterebbe da alcune intercettazioni telefoniche dove si parla di «mettere le mani sul ponte», certamente rendono queste elezioni comunali di particolare rilevanza.
Su Messina pende anche la variabile Lombardo, l’eurodeputato uscito dall’Udc che ha determinato la vittoria del candidato sindaco della Cdl a Catania (nel momento del successo del centrosinistra in quasi tutte le amministrative) e che pone una forte ipoteca sulla possibile rielezione del candidato del centrodestra alle Regionali siciliane in programma poco prima o subito dopo le Politiche, in cui Totò Cuffaro si gioca la riconferma. Messina ed elezioni regionali si intrecciano per il centrodestra, che oggi si riunirà per decidere se accogliere la richiesta di anticiparle fatta dallo stesso Cuffaro deciso a smarcarsi dai risultati delle Politiche. Ma le elezioni del sindaco della cittadina dello Stretto assumono particolare rilievo anche nel centrosinistra che dovrà affrontare subito dopo, il 4 dicembre, difficilissime primarie che sembrano diventare, sempre più, motivo di divisione tra Margherita e Ds e rischiando di trasformarsi in un referendum antimafia, tutto a favore di Rita Borsellino, candidata dei gruppetti di sinistra e dei Ds, contro Ferdinando Latteri proposto soltanto dai partiti di Rutelli e Marini.
Per questo ieri è arrivato a Messina Francesco Rutelli e nei prossimi giorni si prevede la calata di leader. E dopo avere suggerito ottimismo sulla candidatura scelta Rutelli risponde, senza entrare nel merito, alle accuse di Alfano a proposito dello scambio Ponte-Tav: «Non capisco le perplessità - afferma il leader della Margherita -. Sul ponte e sulla Tav abbiamo le idee chiare». Chiarisce «le idee chiare» Gaspare Nuccio del direttivo siciliano, spiegando che il partito centrista dell’Unione non ha una posizione pregiudiziale sul ponte: «Se si faranno le infrastrutture necessarie potremo forse essere d’accordo, altrimenti fare il ponte è inutile e dannoso».
Le idee chiare sembra averle anche il candidato dell’Unione, l’imprenditore Francantonio Genovese, esponente della Margherita, nipote del noto leader democristiano Nino Gullotti, socio, nonché cognato, degli imprenditori Franza nella società Caronte Tourist, quella dei famosi «ferryboat» per l’attraversamento dello stretto. Lo stesso Genovese nei giorni scorsi ha spesso sostenuto il suo no al ponte. Trovandosi d’accordo soprattutto con i Verdi che hanno chiesto la sospensione delle procedure per la stipula del contratto con Impregilo. Controparte di Genovese sono Luigi Ragno, figlio d’arte, candidato di An e Nunzio Romeo, sostenuto dall’Mpa di Lombardo e da Alleanza Siciliana dell’ex presidente provinciale Nello Musumeci che ha in mano moltissimi voti. Oltre a loro in lizza anche candidature diverse come Antonio Di Trapani per il Nuovo Psi, Filippo Clementi per Alternativa sociale e Vincenzo Alastra per la Fiamma tricolore. In tutto 43 liste e 2mila candidati per scegliere i 45 consiglieri e il sindaco. Anche a Messina si farà fatica come a Catania a stendere la scheda elettorale nel seggio.