Messina, il comandante del cargo: ho fatto tutto per evitare la collisione

Maksym Poludnjev, comandante ucraino del cargo battente bandiera di Antigua
"Susan Borchard", giura di avere fatto di tutto per evitare il "Segesta Jet" e che i suoi 13
membri dell'equipaggio sono stati i primi a prestare i soccorsi<br />

Messina - Non ci sta a passare per il comandante della nave assassina, quella che ha sventrato la monocarena delle Fs «Segesta Jet», uccidendo 4 membri dell'equipaggio e provocando il ferimento di 105 persone. Maksym Poludnjev, 38 anni, ucraino, comandante del cargo battente bandiera di Antigua «Susan Borchard» giura di avere fatto di tutto per evitare l'imbarcazione e che i suoi 13 membri dell'equipaggio, 5 ucraini, 7 filippini e un russo, sono stati i primi a prestare i soccorsi. «Abbiamo visto sul radar Segesta Jet e ci siamo accorti che era in rotta di collisione. Abbiamo ridotto subito la velocità, in modo brusco - racconta il comandante - da 9 a 2 nodi, abbiamo azionato le sirene e i segnali di luce. Abbiamo fatto il possibile ma non c'è stato nulla da fare». Il portacontainer è ancora ormeggiato al molo Colapesce a pochi metri dal «Segesta Jet» che, aggiunge Poludnjev, «non si è evidentemente accorto di noi perchè non ha mai ridotto la velocità. L'imbarcazione andava almeno a 20 miglia l'ora». Il comandante ricorda anche la presenza di un'altra nave che «ha incrociato le nostre rotte così che ci siamo trovati di fronte al traghetto veloce». Erano le 17.53 quando a quel punto ha inviato l'allarme. Maksym Poludnjev ricorda che l'aliscafo si era incastrato nella prua della sua nave che ha trascinato per alcune miglia il Segesta Jet. In attesa che arrivassero i soccorsi l'equipaggio del cargo ha assistito i passeggeri del traghetto: «Abbiamo fatto il possibile, ci siamo prodigati al massimo per dare il nostro aiuto in quei primi frangenti di questa tremenda tragedia rispetto alla quale mi sento di dire che non abbiamo nessuna colpa».