Messina fallisce il bis, Atene fa festa

Il tecnico italiano non riesce a difendere il trono continentale Greci trascinati da Siskaukas e dalle strategie di Obradovic

Il Panathinaikos manda in cielo l'astronave dell'Oaka, porta ad Atene un'altra eurolega, porta l'allegria fra i ventimila spettatori di una finale dove il Cska detentore, l'Armata di Mosca diretta da Ettore Messina, ha scontato tutti i peccati in un clima ostile. Finale straordinaria per il solito Ramunas Siskaukas, trionfo per Zelimir Obradovic che vince la sesta coppa nella carriera, un uomo che ha seminato dovunque è andato, ha portato titoli in Spagna come in Grecia oltre che in Serbia e a Treviso. Per Messina il tormento di una finale che forse è girata su uno scatto d'ira del solito Smodis che ha colpito il connazionale Becirovic e ha dato ai greci la possibilità di una giocata da 5 punti diventata decisiva anche se poi alla fine il 93-91 finale non dice tutto.
Il Cska ha trovato soltanto un grande Papaloukas (21), una discreta difesa, ma non è mai riuscito a sviluppare bene il proprio gioco. Diamantidis il gioiello del Pana, l'uomo della difesa, poi Batiste nei momenti decisivi e il Vujanic che Bologna aveva salutato dopo una grave infortunio. Moltissimi ex giocatori del campionato italiano, quasi tutti protagonisti, ma di sicuro l'uomo della notte è stato Siskaukas nel quale si è riconosciuto Nikos Galis, il grande del basket greco che prima della partita ha fatto alzare in piedi i ventimila del palazzo ateniese. Serviva qualcosa di più, all'Armata, per rimediare all'inizio troppo cauto, anche se nei primi dieci minuti c'era stata la ricucitura della speranza (18-17). Crisi vera nel secondo quarto. Sul +10 a a metà gara sembrava che tutto fosse stato fatto, ma il Cska aveva energie per rimontare pur commettendo peccati gravi e il più uno dei russi nel terzo quarto veniva punito con un altro allungo decisivo 65-57.
Sembrava di nuovo tutto deciso, ma qui l'Armata ha fatto cose sublimi, Pappaloukas col 21° punto ridava speranza, Langdon col tiro da tre ricuciva fino al -3, poi il finale era dei toreri. L'anno prossimo la finale sarà a Madrid e speriamo di ritrovare una squadra italiana nella grande festa dove comunque Ettore Messina ha fatto ancora un grande lavoro pur andando sotto di due (11-9) nei confronti del suo avversario che ieri ha diretto tutto, forse anche gli arbitri.
La festa europea finisce in gloria, da oggi torneremo ad occuparci del basket italiano che, fortunatamente, ha deciso di confermare Recalcati come commissario tecnico prima di sapere se in Spagna troveremo posto per andare a Pechino.
Domani scopriremo se l'arbitrato del Coni potrà dare alla Benetton uno sconto di pena riaprendo, magari, la lotta per i play off, anche se, in questo caso, siamo sicuri, conoscendo la fragilità della Lega, scoppierà la solita bomba carta con il pericolo che qualcuno decida di rivolgersi alla magistratura ordinaria mandando tutto allo sfascio.
Comunque sia mercoledì penultima giornata di campionato e anche ultimi giorni per cercare rinforzi com sta facendo Milano che si è messa le cera per la sirena Pozzecco e pensa più a Fajardo e Rancik, gente già vista e pesata, ma all'Armani ragionano così.