Messina, nel disastro del mare il ruolo chiave della terza nave

E' il traghetto Zancle, di una compagnia privata, la Caronte. I magistrati sono al lavoro per accertare la dinamica del disastro: si studiano i tabulati delle rotte

Messina - Sarebbe il traghetto Zancle, della compagnia privata di navigazione Caronte&Tourist, la terza nave che incrociava nella zona dello Stretto dove ieri è avvenuta la collisione tra l'aliscafo Segesta Jet delle Ferrovie dello Stato e la nave portacontainer Susan Borchard. A confermarlo in una nota è la stessa compagnia, che ha avviato un'indagine conoscitiva interna "per determinare la posizione della propria flotta in servizio al momento dell'impatto, composta da sette unità". Dalla prime risultanze, confermate dai dati del sistema satellitare Ais, è emerso che solo la Zancle, in navigazione tra Tremestieri e Villa San Giovanni "incrociava in acque limitrofe alla zona della collisione, e aveva visto sfilare normalmente alla propria poppa la Segesta prima del momento dell'incidente". Dai dati del sistema satellitare Ais, sempre secondo le informazioni diffuse dalla Caronte& Tourist, "emerge chiaramente che Segesta non ha modificato la propria rotta e velocità, rimasta praticamente costante dall'uscita dal Porto di Reggio Calabria, per poter sfilare in sicurezza di poppa alla Zancle". La compagnia sottolinea che "anche la Zancle non ha modificato la propria rotta nel corso della navigazione". Tra le due unità, inoltre, non vi sarebbe stata alcuna comunicazione radio "a conferma della normalità della situazione. Il comando di bordo della Zancle - conclude la nota - apprendeva della collisione solo a seguito del Mayday lanciato dalla Susan Borchard e, trovandosi distante dalla zona dell'incidente, non veniva interessata dall'Autorità Marittima per le operazioni di soccorso continuando il proprio regolare servizio".

La terza nave È molto più di un'ipotesi dunque la tesi avanzata dal comandante della Capitaneria di porto, Antonino Samiani, che sta accertando la dinamica dell'incidente. La magistratura, intanto, ha già disposto il sequestro della Segesta Jet attraccato al molo Colapesce, e del portacontainer. Oltre alle imbarcazioni sono stati sequestrati i documenti di bordo e le registrazioni delle rotte. Ed elementi importanti si attendono dalle dichiarazioni del comandante del cargo straniero che sarà sentito dagli ispettori della Capitaneria di porto. Tre le inchieste aperte sulla tragedia: della magistratura, della Guardia costiera, delle Fs; mentre una quarta è stata annunciata dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. I sostituti procuratori della Repubblica Angelo Cavallo e Francesco Ciranna sono nella sede della Capitaneria di porto di Messina per un vertice sullo stato delle indagini sulla collisione avvenuta ieri nello Stretto. Tra i lavori dei magistrati anche l'accertamento del punto esatto dell' incidente, che servirà anche a stabilire di chi sarà la competenza dell'inchiesta. Probabile che in una prima fase gli elementi utili alle indagini siano raccolti da entrambi e che la questione sia definita successivamente. Le inchieste devono accertare anche qual è la terza nave coinvolta che potrebbe avere avuto un ruolo nell'incidente. L'ammiraglio Luciano Dassatti, comandante generale delle Capitanerie di Porto, ha detto: "Nella zona dello Stretto di Messina teatro della collisione c'era una terza nave".

Il Vts Attraverso il Vessel traffic service (Vts), un sistema di controllo satellitare in grado di monitorare la navigazione nello Stretto di Messina, che si trova sulla collina sopra il porto di Messina, i tecnici cercheranno di stabilire le cause e le eventuali responsabilità dell'incidente. Il comandante della Capitaneria di Porto di Messina, Antonino Samiani, dice: "La nave portacontainer navigava sulla rotta Nord-Sud, diretta verso Israele, ed aveva l'obbligo di mantenere la destra, mentre l'aliscafo, partito da Reggio Calabria, doveva tenersi sulla sinistra. In queste condizioni il diritto di precedenza spetta alla nave, anche se al momento dell'impatto nella zona incrociava un altro traghetto delle Ferrovie, proveniente dall'approdo messinese di Tremestieri. Solo l'analisi combinata delle rotte delle tre imbarcazioni potrà dare una risposta certa sulle responsabilità".

Vittime Le vittime sono quattro dei sei membri dell'equipaggio del Segesta Jet: il comandante Sebastiano Mafodda, 52 anni, il direttore di macchina Marcello Sposito, di 41, incastrati all'interno della plancia di comando distrutta dopo essere stata centrata in pieno dalla Susan Borchard, la nave portacontainer battente bandiera di Antigua. Sono stati recuperati solo a notte fonda il motorista Domenico Zona, di 44 anni, e il marinaio Lauro Palmiro, di 54, all’interno della sala macchine completamente accartocciata.

Feriti Sono circa 90 i feriti, di cui una settantina transitati negli ospedali messinesi e una ventina in quelli reggini. A Messina vi sono i tre pazienti più gravi le cui condizioni però vengono definite stabili. A Reggio sono due i feriti più gravi, ma non desterebbero preoccupazione.