Messina, si va al ballottaggio Decisiva la lista autonomista

Ragno e Genovese sul filo di lana, il candidato di Lombardo oltre il 7%. Il centrodestra vince nel voto di lista

Marianna Bartoccelli

da Messina

Malgrado 21 liste per un totale di più di mille candidati, una presenza di leader nazionali come non si vedeva da tempo, una copertura istituzionale, deputati, senatori, ministri e sottosegretari, del centrodestra quasi totale, il quarantenne politico di An Luigi Ragno non ce l’ha fatta. Per sapere chi sarà il sindaco di Messina bisognerà aspettare altre due settimane, quando ci sarà il ballottaggio tra Ragno e Francantonio Genovese, candidato del centrosinistra. I due, secondo i dati delle segreterie, sarebbero attestati entrambi sul 45-46%, malgrado il centrodestra abbia la maggioranza in Consiglio comunale. I dati ufficiali pochi minuti prima dell’una erano ancora fermi a 39 sezioni su 254. Il risultato finale (a meno di capovolgimento negli ultimi scrutini che verranno fatti a notte fonda) sembra dunque dare ragione a Raffaele Lombardo e al suo candidato del Movimento autonomista, Nunzio Romeo. Che per tutto il pomeriggio ha ondeggiato tra il 7% e il 10%. Era quello che voleva ottenere Lombardo: contrariamente a quanto era successo a Catania, stavolta i suoi voti non dovevano servire a far vincere il centrodestra ma a farlo perdere. E anche se non raggiungeranno la percentuale prevista del 10%, poco importa. L’obiettivo principale è stato raggiunto. E si capisce dall’aria di festa che si respira nella segreteria del candidato Romeo. Aria diversa nelle varie segreterie di Luigi Ragno, anche se il dominus di questa elezione, il senatore di An Domenico Nania, si dice sicuro che al secondo turno arriverà la vittoria e che comunque il centrodestra ha vinto al Consiglio Comunale. Aria soddisfatta anche dalle parti di Francantonio Genovese: è finita l’egemonia a Messina del centrodestra, dichiara alle televisioni locali (pronte prima del Comune a fornire i dati in progress) Antonio Saitta, designato vicesindaco per il centrosinistra. Sull’esito ha pesato anche il cosiddetto voto disgiunto: in molte schede il voto per il consigliere comunale era per il centrodestra, mentre il voto al sindaco è andato al candidato del centrosinistra o a Romeo. In alcuni casi è successo il contrario. Non è certo un dato confortante per la Cdl: alle ultime elezioni infatti il centrodestra aveva vinto con il 66,4% e molti si dicevano sicuri che il calo non avrebbe superato il 10%.
Non ha pagato neanche la proliferazione delle liste: 40 tra partiti e movimenti facevano presupporre l’en plein di elettori. Non è stato così. Rispetto alle ultime comunali solo 4mila voti in più, il 78,19%. «È servito a spostare i voti ma non i votanti - sottolinea Nino Gazzarra, deputato di Forza Italia -, tutte queste liste delegittimano il progetto politico e non servono ad aumentare il numero degli elettori, come abbiamo visto». Nelle sezioni del centro ha preso più voti Francantonio, in periferia Ragno. Anche Romeo è stato molto votato nelle sezioni del centro, a sottolineare come si sia trattato di un voto d’opinione: «Non soltanto di destra», spiega lo stesso candidato del movimento autonomista, che ribadisce: «Al ballottaggio sceglieremo soltanto sulla base di progetti da condividere, non su altro». «Abbiamo tagliato le unghie all’arroganza del centrodestra e del centrosinistra», afferma Raffaele Lombardo, il leader del movimento. Che annuncia una assemblea di tutti i candidati messinesi autonomisti, compresi quelli delle liste di Nello Musumeci, l’ex vicesindaco di An che ha lasciato il suo partito in contrasto con Fini. «Non ci schiereremo a favore dell’uno o dell’altro per un posto di assessore - precisa -. Continuo a chiedere a Berlusconi quanto ho già detto a Catania: che venga inserita la fiscalità di vantaggio in Finanziaria. Solo questo mi può spingere verso il centrodestra. E su Messina mi può convincere se verrà stanziata una somma considerevole per la cantieristica. Altrimenti il nostro movimento non avrà alcun motivo di schierarsi». Alle prossime elezioni regionali, Lombardo andrà da solo, senza vincoli con Totò Cuffaro. «La sua scelta di andare alle elezioni regionali dopo le nazionali è un grave errore. E sino ad oggi abbiano dimostrato di avere avuto ragione, sia a Catania che adesso a Messina». Tra 15 giorni il ballottaggio. Scadenza che adesso si incrocia con le primarie dell’Unione, che si svolgeranno giorno 4. Il candidato messinese punta tutto su Latteri. Sono entrambi uomini di punta della Margherita. Il cammino verso le regionali è ancora tutto in salita.