Messina, treni vietati per la marcia a favore del ponte

Interrogazione al ministro dopo il no di Trenitalia

Gaetano Ravanà

da Messina

Diventa un caso nazionale il rifiuto di Trenitalia di concedere treni speciali per agevolare i siciliani a prendere parte alla manifestazione del 19 settembre, a Roma, in favore del Ponte sullo Stretto di Messina. Iniziativa promossa dal leader del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo. Una interrogazione al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, lo stesso che all'indomani della sua nomina ha esordito dichiarandosi contro il Ponte, è stata presentata dai cinque deputati autonomisti alla Camera, con la quale chiedono di conoscere i reali motivi alla base di quella che definiscono l'incredibile e vergognosa decisione di Trenitalia. «Negare la disponibilità di treni speciali per favorire la partecipazione dei siciliani che in massa vogliono testimoniare il loro dissenso nei confronti del governo nazionale - scrivono i deputati dell'Mpa - è un vero e proprio atto di boicottaggio. Ci siamo stancati di aspettare che velleitari tavoli di confronto portino all'altrettanta velleitaria stesura di documenti cartastraccia mentre nella realtà ponti, infrastrutture, collegamenti autostradali, nella sempre più lontana Sicilia, sembrano non interessare il Governo». Gli organizzatori avevano chiesto di formare tre treni speciali in partenza dalla Sicilia per un totale di 1600 posti. Da Trenitalia è stata offerta solo la disponibilità di 750 unità nelle carrozze ordinarie e per giunta in orari non tutti compatibili coi tempi della manifestazione. Siciliani trattati peggio degli ultras che seguono la propria squadra del cuore in trasferta tramite il treno. Anche il capogruppo all'Assemblea regionale siciliana dell'Mpa, l'agrigentino Roberto Di Mauro, ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Totò Cuffaro, e all'assessore regionale ai Trasporti sulla mancata concessione di treni speciali.
Secondo Di Mauro l'atteggiamento di Trenitalia rappresenta l'ennesimo tentativo di isolamento del popolo siciliano e di marginalizzazione delle sue istanze. Di Mauro nell'interrogazione chiede di sapere se non ritengano opportuno intervenire tempestivamente presso la società Trenitalia per verificare la possibilità di sensibilizzare i vertici rispetto ad una causa di evidente interesse nazionale, inducendoli all'istituzione dei richiesti treni speciali.
Le adesioni alla manifestazione capitolina continuano a fioccare e da ogni angolo della Sicilia. La popolazione dell'Isola, almeno la stragrande maggioranza, è a favore del Ponte, ma senza treni non sarà agevole per gli organizzatori trasportare tutta questa gente. L'ultima parola spetta al ministro Bianchi. Solo un suo intervento potrebbe mettere con le spalle al muro Trenitalia, ma l'Mpa non è sembrata molto fiduciosa. Bianchi, come detto, proprio all'indomani del suo insediamento aveva bocciato il Ponte, quasi certamente senza tenere in considerazione il fatto che i siciliani invece questa infrastruttura la pretendono per rimanere meno isolati dal resto della Penisola.