Mestre, inaugurato il Passante. E il premier: ora Ponte sullo Stretto 

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Taglio del nastro per la grande opera stradale realizzata in Veneto con spese e tempi programmati. Il presidente del Consiglio: infrastrutture in ritardo rispetto a Francia e Germania ma recupereremo: piano da 125 miliardi di euro che seguirà i 16 miliardi già stanziati
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Mogliano Veneto (Treviso) - "Quest'opera è un paradigma per il futuro piano delle infrastrutture. Un progetto varato nel mio precedente governo e per cui ringrazio il ministro Lunardi così come ora ringrazio il ministro Matteoli che avrà il primo stanziamento per le grandi opere pari a 16,6 miliardi di euro". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo alla cerimonia per l'apertura del passante di Mestre. "Le nostre infrastrutture - prosegue Berlusconi - sono però in ritardo rispetto ad altri paesi concorrenti come Francia e Germania. E' come se per trent'anni non si sia fatto nulla. Oggi per la prima volta invece abbiamo un'opera realizzata con spese e tempi programmati". "Ed è per questo - aggiunge ancora il presidente del Consiglio - che il mio grazie va anche a Giancarlo Galan".

"Con Prodi due anni di nulla di fatto" "Dobbiamo superare il ritardo sulle infrastrutture rispetto ai grandi paesi. Noi siamo tornati, dopo due anni di opposizione al governo, ed in questo periodo c'é stato il nulla di fatto". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo alla cerimonia per l'inaugurazione del passante di Mestre. "Oggi - aggiunge - abbiamo ereditato una situazione difficile a cui si è aggiunta una crisi globale. L'ipervalutazione dell'euro non consente ai nostri prodotti di essere convenienti ed inoltre come nostro problema, abbiamo anche un debito pubblico ereditato dal passato che supera il prodotto interno e che ci costa interessi passivi più alti rispetto agli altri paesi. Su questo siamo intervenuti attraverso una legge Finanziaria che ha evitato assalti alla diligenza ed abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici".

"Cento grandi opere" "Lo stanziamento di 16 miliardi e 600 milioni di euro per la grandi opere è solo il primo stanziamento dei 125 miliardi di euro che noi troveremo per realizzare le cento grandi opere di infrastrutture e per dare sicurezza ai cittadini", aggiunge, sottolinenando anche i ritardi del nostro paese anche in campo energetico sottolineando l'esigenza "di una diversificazione delle fonti", in più ribadisce l'obiettivo di un ritorno al nucleare: "Qui in Veneto - dice il premier - c'é il primo esempio di fonti differenziate con un'opera che consente al nostro paese di avere il 10% delle forniture di gas".

"Ora il Ponte sullo Stretto" Il prossimo obiettivo infrastrutturale è il ponte sullo Stretto, "una delle grandi epocali infrastrutture a cui siamo stati impegnati a lavorare". Berlusconi ha evidenziato che l'opera "é un esempio di ciò di cui abbiamo bisogno e di cui l'Italia ha bisogno. E' necessario però fare le cose, farle nei tempi preventivati, farle con le spese preventivate". L'obbiettivo del premier è di portare "avanti l'Italia verso la maggiore modernizzazione per colmare quel deficit infrastrutturale che abbiamo ereditato nel passato". Il premier quindi ha concluso sottolineando che il prossimo passo sarà quello del ponte sullo stretto.