Metalmeccanici in sciopero, città paralizzata

Centro città paralizzato, nella mattinata di ieri, per il corteo dei lavoratori metalmeccanici in occasione di uno sciopero spontaneo di quattro ore per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. In strada sono scesi alcune centinaia di dipendenti delle Riparazioni navali e di altre aziende dell'indotto portuale (96 imprese con circa 1500 lavoratori). La manifestazione prima ha bloccato il traffico per alcune decine di minuti sulla strada sopraelevata e nella sottostante piazza Cavour, quindi si è diretta attraverso via Gramsci, piazza della Nunziata e le due gallerie, verso la prefettura, dove una delegazione ha chiesto di essere ricevuta. I lavoratori, a questo punto, hanno bloccato completamente la circolazione a Corvetto. Al termine della sosta in prefettura, gli operai metalmeccanici hanno ripreso a percorrere in corteo le vie del centro per tornare verso il porto. Il traffico, pertanto, anche per un contemporaneo corteo dei dipendenti delle agenzie fiscali in sciopero anch'essi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro (ne riferiamo a parte), è rimasto bloccato in tutto il centro cittadino. «Gli scioperi ormai avvengono in maniera estemporanea e spontanea» commenta il responsabile della Fiom Cgil per le Riparazioni navali, Alessandro Pagano. Che aggiunge: «Il disagio nelle aziende c'è e continua a salire». Disagi anche sulle autostrade per Milano e Savona, e nel ponente ligure dove 700 lavoratori della Piaggio Aeroindustries di Finale hanno protestato, con un blocco a singhiozzo dell'Aurelia e delle vie adiacenti la fabbrica, per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Oggi potrebbero scendere in piazza anche i dipendenti della Bombardier Transportation, altra grande industria metalmeccanica del Savonese. Annunciato per oggi anche lo sciopero di otto ore e la manifestazione dei lavoratori metalmeccanici di un’azienda di Busalla, la T.I. Automative System, ex Bundi: i lavoratori protestano, oltre che per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, anche contro per il tentativo dell'azienda di identificare i partecipanti dello sciopero provinciale di venerdì scorso. «I 350 lavoratori della T.I. Automative System di Busalla, ex Bundi, incrociano le braccia - ha spiegato Stefano Ferretti della Fiom Valpolcevera - quattro per il rinnovo del contratto nazionale, altre quattro per l'atteggiamento dell'azienda che in occasione dello sciopero recente ha tentato di prendere i nomi dei lavoratori che hanno bloccato i cancelli».