«Metamorphosis», storie di ieri raccontate con le voci di oggi

Serra San Quirico è un borgo le cui mura medievali si ergono là dove le colline marchigiane incontrano l’Appennino. È un paese che sa custodire i segreti e ascoltare la natura, ché qui storie e leggende si tramandano da secoli. Come quel mito, intriso di sortilegi, che narra della genesi della Gola della Rossa, incantevole anfratto roccioso della zona, quale rifugio del pastorello Floriano in fuga dal demonio.
Fino al 31 agosto dieci artisti italiani interpretano con le loro creazioni l’anima di Serra San Quirico, in una mostra curata da Mimmo Di Marzio e voluta dal Gruppo Gola della Rossa. Diversi i linguaggi - pittura, scultura, video, installazione - ma unico il tema di questa collettiva: le installazioni di Cuoghi e Corsello, quelle di Tamara Ferioli, quelle di Katia Orgiana, così come il cortometraggio di Carlo Steiner, sono non soltanto manifestazioni di un’arte pubblica utile all’aggregazione in luoghi già di per sé suggestivi, ma opere che si nutrono del ricco patrimonio di tradizioni popolari che la comunità di Serra San Quirico custodisce gelosamente.
Non stupisce allora, come spiega Di Marzio nell’introduzione al catalogo della mostra, che gli abitanti abbiano collaborato di buon grado alla realizzazione di questa momentanea metamorfosi artistica dei loro spazi pubblici: anzi, nel loro diretto coinvolgimento in alcuni dei lavori realizzati risiede la forza di una esposizione così concepita. Sono infatti gli abitanti del borgo delle leggende i protagonisti dei video di Steiner e dei Flatform, così come i volti che scorgete tra le finestre di Serra San Quirico sono proprio quelli ritratti da Katia Orgiana in calchi nascosti dentro anfore d’argilla, in una sorta di sito archeologico della contemporaneità.
Vanni Cuoghi ha giocato con le leggende (e con la scaramanzia dei residenti) realizzando un disegno su 365 post-it raffigurante la Morte con tanto di falce in mano. Di materiale anomalo quale l’alluminio sabbiato è fatta la scultura di Paolo Grassino che rappresenta un cervo, animale-simbolo del bestiario delle Metamorfosi di ovidiana memoria, e alle quotidiane metamorfosi della dolce natura marchigiana si ispirano i lavori di Maurizio Elettrico e Sabrina Sabato. Suggestiva, infine, l’installazione di Alex Pinna che nella loggia della piazza principale del paese ha appeso mille scacciaguai orientali che tintinnano a ogni soffio di vento, mentre la scultura Magofata di Cuoghi e Scorsello appare all’improvviso a chi passeggia sul camminamento coperto delle mura del borgo: giocosa epifania, pare sussurrare all’orecchio dei passanti una delle tante leggende che solo chi abita a Serra San Quirico conosce.
LA MOSTRA
«Metamorphosis. Dieci artisti nel borgo delle leggende», Serra San Quirico (AN). Fino al 31 agosto.