Metodo Di Bella, la Cassazione: inefficace per i tumori

La Suprema corte ha detto "no" alla richiesta di risarcimento danni per la morte di un malato di tumore al
quale era stato consegnato in ritardo il cocktail di farmaci della cura Di Bella

Roma - È "generale il convincimento, ormai radicato nella comunità scientifica e tra gli operatori sanitari, in merito all’assoluta inefficacia della terapia Di Bella" per curare i tumori. Per questo motivo la Cassazione - sposando quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Roma - ha detto "no" alla richiesta di risarcimento danni per la morte di un malato di tumore al quale era stato consegnato in ritardo il cocktail di farmaci della cura Di Bella.

Senza successo, in Cassazione, i parenti del malato hanno contestato il mancato risarcimento di circa 350.000 euro che avevano chiesto a una compagnia aerea "colpevole", a loro dire, di aver consegnato in ritardo i farmaci al loro familiare che si trovava in Venezuela. Dall’Italia il 3 marzo del 1998 gli avevano inviato il cocktail Di Bella ricevendo assicurazioni, dal vettore aereo, che la consegna sarebbe avvenuta entro tre giorni, invece il loro parente, malato di tumore al polmone, moriva l’8 marzo senza aver ricevuto i medicinali prescritti da Di Bella.

I supremi giudici - con la sentenza 13589 - hanno convalidato il diniego del risarcimento dal momento che anche se i farmaci fossero arrivati in tempo non sarebbero serviti a guarire il paziente. Non ha ricevuto alcun credito la tesi - sostenuta dai legali dei familiari del malato morto - in base alla quale "la cura Di Bella sarebbe, ancora oggi, oggetto di discussioni, critiche e confronti scientifici".