Metrò bloccate: i sindaci pronti alle barricate

Filippo Penati scrive al governo. E i sindaci della Provincia di Milano minacciano di bloccare Tem e BreBeMi. Attenzione, la scelta dei primi cittadini non è però in risposta alla lettera che l’inquilino di Palazzo Isimbardi invia al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Loro, dicono, innalzano le «barricate» per sostenere l’ira di Penati contro gli «impegni disattesi» sul prolungamento delle tratte metropolitane M2 e M3. Chiaro a tutti che, con le «barricate», la sinistra gioca a rimette a rischio il sistema infrastrutturale già provato del Milanese.
A provocare le «barricate» è dunque la missiva che Penati invia al ministro Matteoli per reclamare un «incontro urgente» per «fare luce» cioè «sulla situazione di incertezza venutasi a creare circa il rispetto degli impegni assunti per la realizzazione» dei prolungamenti delle metropolitane da Cologno Nord a Vimercate e da San Donato a Paullo. «Incontro urgente», sorpresa, scrive Penati, «assieme ai sindaci dei Comuni interessati». Che, tanto per capirci, sono gli stessi pronti, così affermano ai cronisti, «laddove gli impegni venissero disattesi ad alzare le barricate».
Minaccia firmata da trentacinque primi cittadini che aderiscono all’Associazione dei Comuni per la mobilità sostenibile presieduta da Paolo Sabbioni di Melzo e supportata da Paolo Matteucci, assessore provinciale ai Trasporti. A dare fuoco alle polveri è anche il Partito socialista con Roberto Caputo che propone per «i primi finanziamenti alle opere di ridurre la megagalattica retribuzione che sarebbe destinata a Paolo Glisenti».
Nessuno, osserva Bruno Dapei (Fi) che però «reclami i 238 milioni più interessi spesi da Penati per comprarsi la Serravalle che già possedeva o i 250 milioni che Penati ha congelato per Alitalia». Come dire: i soldi ci sono, «Penati tirali fuori».