Metrò e autobus fermi tra rabbia e disagi

Massetti: «Hanno contestato una delibera che non esiste»

È guerra di cifre, come al solito. Secondo la Cisl, l’adesione allo sciopero dei dipendenti Atm indetto ieri mattina dalle 8.45 alle 12.45 è stata del 75 per cento. Invece in base alle stime dell'Atm, la percentuale di lavoratori che hanno incrociato le braccia sui mezzi di superficie non ha superato il 49 per cento: il calcolo è stato fatto sulla percentuale delle vetture rientrate in deposito rispetto a quelle programmate per la fascia oraria in questione. Ferma invece la metropolitana. «Noi - dicono al sindacato - teniamo conto di tutti i lavoratori, non solo di quelli che lavorano nella fascia toccata dallo sciopero».
A questo punto, i sindacati attendono di essere convocati dal Comune di Milano, «al quale - dice Dario Balotta, responsabile sezione trasporti Cisl - chiederemo una spiegazione al programma di scorporo in 5 società dell'Atm, programma che aumenterà i costi, farà proliferare il management e porterà ad una gestione peggiore di quella attuale». All'azienda «chiederemo - dice Balotta - perché non vuole applicare l'accordo, siglato a Roma, sul trattamento della malattia».
«Le motivazioni dell’agitazione sono incomprensibili - ribatte Roberto Massetti, direttore generale di Atm - perché i lavoratori chiedono garanzie per una delibera che deve essere ancora approvata e che potrebbe essere profondamente modificata o addirittura bloccata».
Comunque ieri i disagi non sono mancati e il traffico cittadino ha subito code e rallentamenti in diverse zone fino a quando, verso le 13, la situazione è tornata lentamente alla normalità.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Albertini a margine della cerimonia celebrativa del 145º anniversario della fondazione del corpo dei vigili urbani tenutasi ieri mattina al Castello Sforzesco: «I dipendenti di Atm - ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti - non hanno motivo di essere turbati da questo scorporo, perché è un fatto organizzativo interno che serve per dare agibilità e possibilità gestionali alla loro azienda».
Poi Albertini ha colto l’occasione per dare una stoccata al suo collega romano: «Mi permetto una digressione: il mio amico Veltroni, che giustamente si lamenta per le risorse che mancano, accusa 196 milioni all'anno di deficit della sua azienda di trasporti, facendo pagare un euro, come noi, il biglietto. A Milano invece siamo riusciti a risanare l’Atm con una amministrazione particolarmente oculata».