In metrò fino alla Val Bisagno

Accordo fatto per i taxi: tariffe più care del 14 per cento

Proseguire fino a Terralba collegando il nodo di San Martino al centro città, raggiungere la Val Bisagno con un percorso a raso, collegare la stazione di Brin Certosa con piazza Pallavicini a Rivarolo, creando un parcheggio di interscambio. Così l'assessore alle attività produttive Mario Margini immagina il futuro della metropolitana genovese.
Nei giorni scorsi la Giunta comunale e la conferenza dei servizi hanno approvato definitivamente il progetto per la tratta De Ferrari-Brignole, ma la città si chiede ora quale ipotesi di sviluppo possa avere nel capoluogo ligure questo tipo di trasporto.
«La metropolitana ha più potenzialità di quanto si creda comunemente - ha sottolineato Margini -: è un mezzo ancora poco conosciuto, per questo abbiamo in mente un'iniziativa promozionale per i ragazzi delle scuole che favorisca la diffusione dell'uso della metro».
Le tappe più vicine per la sotterranea sono il raddoppio della linea che arriva a De Ferrari e l'apertura della stazione di piazza Sarzano, entrambe previste per la fine di quest'anno.
Partirà intanto il cantiere che realizzerà il tratto De Ferrari-Brignole, ma l'amministrazione comunale guarda più avanti.
«Da Brignole, la metro potrebbe essere collegata fino a Terralba grazie anche alle potenzialità dello snodo ferroviario: una volta approvato il passante ferroviario si potrà raggiungere il polo del San Martino, inteso come ospedale, ma anche come centro universitario» ha spiegato Margini.
La metro dovrebbe proseguire anche in Val Bisagno con un percorso all'aperto che segua il corso del torrente, mentre per la Val Polcevera dovrebbe essere realizzato il collegamento piazza Pallavicini-Brin, con relativi parcheggi, opera per i quali si stanno cercando i fondi necessari.
Sempre in tema di trasporti, è proprio di ieri la notizia che, come abbiamo annunciato nei giorni scorsi, aumenta di circa il 14% la tariffa dei taxi genovesi: la voce che inciderà maggiormente sarà il ritocco del costo a chilometro, che passerà dagli attuali 0,75 ai 0,90 euro (+20%). L'accordo sull'adeguamento delle tariffe all'andamento inflattivo è stato raggiunto ieri mattina tra l'amministrazione comunale e le associazioni di categoria, dopo mesi di trattative.
Da cinque anni le tariffe non subivano rincari e le richieste dei tassisti prevedevano, in un primo momento, un ritocco più sostanzioso, circa il 25%, passato poi al 18% e infine al 13,86%. «Ci rendiamo conto che si tratta di un aumento minimo, che non tiene il passo con l'impennata che ha interessato il costo dei trasporti e, in particolare, del carburante - hanno sottolineato gli assessori alle attività produttive Mario Margini e al traffico Arcangelo Merella -. Il taxi è però un servizio pubblico che deve tenere conto anche delle capacità di spesa della città ».
Alle trattative hanno preso parte le sigle sindacali Acai, Asataxi, Assart, Cna, Saltaxi, Uti, Cgil, Cisl e Uil, e i rappresentanti delle varie associazioni di categoria si sono detti solo parzialmente soddisfatti dell'accordo.
Ma ecco gli aumenti, voce per voce: la partenza passa da 3 a 3,25 euro, il costo km da 0,75 a 0,90 euro, il costo orario sosta da 21,17 a 24 euro, il costo exatracomunale urbano da 1,39 a 1,50 euro, l'extraurbano da 1,47 a 1,65 euro. La corsa minima infine passa da 4 a 4,50 euro.
Altri aumenti sono previsti per i i supplementi.