Il Metrò non «riconosce» Sarzano

Luciano Gandini

Il rapporto tra il quartiere di Sarzano e la Metropolitana non è mai stato facile. Problemi, disagi e proteste sono sempre all'ordine del giorno in questa parte del centro storico. Prima ha cominciato il grande cantiere, decisamente invasivo e troppo lungo. Poi ci si sono messe le vibrazioni provocate dal passaggio dei treni della metropolitana, che sembrano non essere finite. Anzi la prossima inaugurazione del doppio binario fino a De Ferrari (allo stato attuale i treni viaggiano sullo stesso binario tornando indietro) l'apprensione si fa più forte. I cittadini, infatti, tornano a denunciare il fatto che i tremolii sono ripresi subito dopo il Nautico, alla faccia delle rassicurazioni che erano state date. Ma se da un lato delle piccole crepe cominciano a spuntare su qualche muro, dall'altro un altro argomento surriscalda gli animi. La stazione della metropolitana di Sarzano, che Ansaldo ha promesso pronta entro la fine dell'anno, ha già tutte le indicazioni necessarie. Chi la utilizza abitualmente le avrà già notate nel tratto che va da San Giorgio a De Ferrari, che transita proprio in mezzo alla futura fermata. Per indicarla non compare la scritta «Sarzano», ma quella meno conosciuta di «Sant'Agostino».
Il riferimento è all'omonimo museo ospitato nei chiostri ristrutturati del convento medievale, ma ai cittadini non va giù. Che per un po' di pubblicità «subliminale» in più ad un museo comunale si sacrifichino la storia e le tradizioni del quartiere sembra essere inaccettabile. L'origine del nome «Sarzano» è controversa, alcuni, infatti, lo fanno derivare dalla mitologia, da arx Jani cioè sede di Giano, altri da Fundus Sergianus cioè da fondo di Sergio, visto che in epoca romana vi si trovava il monumento a Sergio Sergiano. Ma poco importa, i cittadini non vogliono rinunciarci per niente al mondo. Genova, dopo tutto, è nata proprio qui: tra il Castello (castrum), cioè il colle di Sarzano, ed il Molo, cioè la parte occidentale del golfo naturale in cui si è sviluppato il porto. Il Castello risale al sesto secolo avanti cristo e la sua denominazione latina sta ad indicare che si trattava di un luogo fortificato, probabilmente munito di due torri rivolte verso il mare. Qualcuno minaccia già il ricorso alla bomboletta spray per modificare l'incriminata cartellonistica e riprendersi l'onore perduto. Dalla Circoscrizione fanno sapere che hanno già provveduto a segnalare la questione a chi di competenza proponendo l'indicazione principale «Sarzano», accompagnata dalle due scritte più piccole «Museo di Sant'Agostino» e «Facoltà di Architettura». Chissà se riusciranno a far contenti tutti. Il revisionismo ha sempre creato accese polemiche…