Metrò, la rabbia dei milanesi «Il 50% è un rincaro assurdo»

«Lasciamo perdere. Molto meglio se non ne parliamo». La signora in nero, anche nell’orecchino, che esce dalla metro in piazza Duomo, come ogni milanese che si rispetti, va di corsa. Il tempo a Milano vuol dire quattrini, lo si sa, e la fretta della signora forse vale il «plusvalore» di 50 centesimi che ieri il biglietto ordinario Atm ha subìto con scura riprovazione da parte dei milanesi, che si vedono trascinare inesorabilmente verso il rosso le loro finanze da una giunta «rossa», oltretutto.
«Non sono per niente d’accordo» aggiunge Valentina Tacca, mentre Marta Risi interviene: «L’ho presa molto male. Malissimo. E’ una vergogna sicura!». Turisti e passanti timbrano i cedolini bianchi e arancio alla macchinetta, distrattamente, ma nessuno si è distratto sul particolare che dalla sera alla mattina quel cedolino è arrivato a pesare 50 centesimi pià dell’altro giorno.
«Non siamo di qui. Veniamo da Brescia - raccontano Maria Rosa e Michela Sarti, madre e figlia - quindi non dovremmo intervenire. Ma una cosa ci ha lasciate senza parole. Non il prezzo attuale del biglietto, ma la quantità di tale aumento: non si poteva passare da un euro a un euro e venti? Un aggravio del genere è traumatico. Cinquanta centesimi ci sembrano esagerati».
Il signore in camicia azzurra, invece, non fa una piega. Non può. «Si doveva agire in tal modo. E’ un provvedimento che ha votato anch’io in Consiglio». Franco Mancuso, consigliere comunale, prende la metro tutti i giorni. «Il prezzo più alto era un atto dovuto affinché il Comune potesse mantenere gli stessi servizi. Siamo stati costretti ad effettuare questo aumento, perché le finanze pubbliche sono disastrate. Promettiamo ai cittadini che da oggi in poi non ci saranno altri rincari».
Ma i cittadini giudicano già questo una sberla a loro poco gradita. La ricevono e alcuni, civilmente, cercano anche di trovare una giustificazione sensata. «Non mi indigno per ora - commenta Fabio Zingales - ma mi aspetto dei miglioramenti effettivi. Considerato che già negli anni passati si è verificata una maggior qualità del servizio, spero che ora si proceda verso una fase ottimale. Aria condizionata su tutti i mezzi pubblici, corse in orario, una forte sicurezza sia in metro che in tram. Se così sarà, accetto il mezzo euro».
Nicola Taviano, 39 anni, abbonamento nel portafogli, condivide il provvedimento comunale. «E’ giusto che il biglietto ordinario sia stato maggiorato ed è altrettanto giusto che invece il prezzo dell’abbonamento sia rimasto quello di prima. Chi prende i mezzi per lavorare quotidianamente, come me, deve essere compensato da chi invece se ne serve di tanto in tanto, come coloro che appunto usufruiscono del ticket giornaliero».
Insomma: se le tasche del Comune piangono, qualche lacrima da parte di chi le può rattoppare anche con un piccolo ago e filo, che punge il dito, non guasta. E’ corretto? «Guardi ho trent’anni - confessa Sonia Rasi - e da che ho l’uso della ragione ho sempre sentito il Comune piangere. Ma quando saranno in attivo queste finanze? E cosa bisogna fare per non sentirle più frignare? Mi domando solo questo e se mi daranno una vera risposta, un giorno, pago anche un euro in più!».