Metro 4 dei desideri: per Expo il capolinea non arriverà a Linate

Sempre più corta. Il primo febbraio apriranno i cantieri della M4. Da Limate al Forlanini. Solo tre stazioni entro il 2015. In pratica, i passeggeri in arrivo per l’Expo dovranno salire all’aeroporto e scendere in fondo a viale Forlanini (ci sarà uno stop intermedio) in corrispondenza della fermata Fs. «Confidiamo nel rispetto dei tempi da parte delle Ferrovie, che devono costruire la stazione in tempo per l’Esposizione - fa presente l’assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran -, a Forlanini ci sarà la nuova fermata del Passante che collegherà l’aeroporto al sito Expo. Il nostro obiettivo è di consegnare il prima possibile l’intera linea ai milanesi». Ventuno fermate tra Linate e Lorenteggio che stanno diventando un’utopia. Tra finanziamenti lumaca e ricorsi al Tar accumulati nel tempo, già al primo vertice tecnico la nuova amministrazione aveva anticipato il capolinea a otto fermate. Per l’Expo, le ipotesi più ottimistiche si fermavano a San Babila o ancora prima a Dateo (sei fermate, ma lì c’è l’interscambio con Passante e metropolitana. Ieri è stato superato almeno lo scoglio che impediva di avviare i cantieri senza rischiare i sigilli: la sentenza del Tar ha confermato la regolarità della gara vinta dall’associazione di imprese guidata da Impregilo, che potrà quindi procedere con i lavori. Rigettato il ricorso della secondo classificato.
Tutta la M4 ha un valore di oltre 1,6 miliardi ed «è interamente finanziata» ricorda Maran, al 46,27% dallo Stato, il 39,17 da privati e il restante 23,5 dal Comune. Per Expo la linea si fermerà a Forlanini ma «abbiamo aperto un tavolo di trattativa per riconsiderare il cronoprogramma dell’intera opera, il nostro obiettivo è di arrivare a San Babila almeno per il 2016 ma la società deve valutare se anche a fronte di extracosti può garantire la scadenza. Valuteremo nelle prossime settimane con Impregilo la tabella di marcia».
Lunedì invece la giunta approverà le modifiche al Piano di governo del territorio, già fissata una maratona di almeno dieci commissioni per arrivare in consiglio comunale entro la metà di febbraio. «Ridotta a metà la colata di cemento» festeggia la sinistra, sentendo le anticipazioni al documento dell’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris. Ma il capogruppo Pdl Carlo Masseroli avverte: «Rischiamo di tornare alla Milano di cinquant’anni fa». E tra progetti che scompariranno definitivamente dal Pgt di Pisapia c’è anche quel tunnel Linate-Expo che avrebbe potuto sotterrare il traffico fino al polo espositivo. Compresi i pullman per i visitatori che sbarcheranno all’aeroporto. «Un’opera che per noi era fondamentale - afferma Masseroli che da ex assessore all’Urbanistica aveva portato un anno fa all’approvazione del Piano messo in discussione dalla nuova giunta -. I residenti nella zona del cavalcavia della Ghisolfa si vedono sfrecciare ogni giorno migliaia di auto davanti a casa, avremmo potuto limitare i disagi. Ma evidentemente il sindaco come dimostra Area C ha più a cuore le sorti dei residenti ambientalisti del centro».