Metro B1: è allarme caos

Rita Smordoni

È allarme caos dal Comitato di Quartiere Valli Conca d’Oro: «Il piano viabilità per i cantieri della Metro B1 è assolutamente insufficiente, si rischia di aggravare in modo pauroso traffico e inquinamento in una zona già ai limiti del collasso» denunciano i residenti. Il Comitato nel gennaio 2003 ha raccolto 5mila firme per chiedere al sindaco Veltroni di adoperarsi almeno per aprire la nuova stazione della ferrovia Fm1 a Val D’Ala. Quasi 3 anni fa. Della fermata, inutile dirlo, nessuna traccia.
Ma per Veltroni da qualche tempo contano solo le leggi dei grandi numeri. Il sindaco proclama le metropolitane di Roma l’ottava meraviglia del mondo: «Nei prossimi 15 anni realizzeremo 58 stazioni di sotterranea», ha detto di recente. Nel conto la Metro C, ma anche la D, 22 chilometri dall’Eur a Talenti, di cui non esiste al momento un progetto, tantomeno date, soldi. Solo uno studio di fattibilità. Ma tutto si concluderà nel 2020, assicura il Primo cittadino. Quattro anni dopo le eventuali Olimpiadi... Si tratta solo di aspettare. È un modo geniale di affrontare i problemi di Roma: basta trovare i soldi in futuro.
Primo passo, intanto, i 4 chilometri della B1 da piazza Bologna a Conca d’Oro. Il punto è stato fatto nei giorni scorsi dal presidente di Roma Metropolitane, Chicco Testa, nell’incontro con Alfonso Maria Rossi Briganti, presidente dell’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici.
Per la B1 primi cantieri al via fra un mese, a ottobre, a largo Gnoli (viale XXI Aprile), piazza Annibaliano, piazza Palombara Sabina (viale Libia) e piazza Conca d’Oro. Il cantiere principale, con uffici, mense, dormitorio, sarà al Pratone delle Valli. L’opera vedrà la luce nell’agosto 2010. Il costo è di 482.900.000,00 euro. Di questi - giova sottolinearlo - 231.909.805,97 euro finanziati dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, come da Legge Obiettivo del governo Berlusconi. La futura sotterranea trasporterà 24.000 persone all’ora. Le gallerie saranno realizzate interamente «a foro cieco», a 25-30 metri di profondità, da una gigantesca talpa lunga 60 metri chiamata Tunnel Boring Machine, introdotta nel sottosuolo attraverso un pozzo in prossimità dell’Aniene.
Restano i problemi in superficie, legati alle stazioni, pozzi di ventilazione, macchinari e movimento terra, rifornimenti. Problemi molto seri. Da mesi il Comune minimizza l’impatto. Ma nel IV Municipio i residenti non dormono affatto tranquilli. «Il piano della nuova viabilità del VII Dipartimento è del tutto insufficiente» rimarca Marcello Paolozza, presidente del Comitato di quartiere Conca d’Oro. Il Comitato ha inviato a fine luglio al Comune un lungo elenco di controproposte e modifiche al piano di Calamante.
Al primo punto: «Provvedere a massicciate e manti di asfalto autodrenanti, capaci di sostenere per 5 anni il transito intenso di autobus, jumbo, camion di movimento terra, in una serie di vie: Valle Vermiglio, Valle Scrivia, Val di Sesia, Val di Lanzo». Le strade alternative dove si riverserà il traffico bloccato a via Conca d’Oro. Altrimenti le buche renderanno impossibile la circolazione da Ponte delle Valli, dove transitano 30mila auto al giorno e ben 10 linee di autobus. Seconda richiesta: «Realizzare la stazione della ferrovia urbana Fm2 in via Val d’Ala, per garantire già nel 2006 il collegamento diretto con la Metro B alla Tiburtina FfSs». Per aprire la stazione bastano 10 mesi di lavori, secondo il comitato di quartiere. Terzo: «L’area di parcheggio temporaneo di circa un ettaro, al Parco delle Valli, deve diventare a tariffazione gratuita per i residenti, per sostituire le centinaia di posti soppressi dai cantieri». Ultimo punto: «attivare il collegamento di notte con il centro, prolungando l’attuale 6 notturno fino a piazzale Jonio». Per il momento, dal Comune nessuna reazione. Tantomeno alla richiesta del Comitato di essere informato dei programmi.
Da sottolineare che il collasso di Conca d’Oro e Ponte delle Valli si estenderebbe a macchia d’olio a tutto il quadrante fra Monte Sacro e Ponte Salario, dalla Bufalotta alla Tangenziale, paralizzando un crocevia della città che interessa 400mila cittadini.