La metro bocciata anche dal Comune

Marco Morello

Che la metropolitana di Roma sia in condizioni critiche è un fatto che la maggior parte degli utenti dà ormai per acquisito. Ma quando questa verità, seppure sepolta sotto una miriade di grafici, tabelle e indici statistici viene confermata anche da un ente che dipende direttamente dal Campidoglio, allora i pochi dubbi residui svaniscono all’istante. E così, andando ad analizzare il corposo rapporto elaborato dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune, si legge nemmeno tanto tra le righe che le linee A e B si allontanano e di molto dagli standard qualitativi fissati dalle direttive italiane ed europee per il trasporto dei passeggeri. Nessun riferimento quindi a parametri di eccellenza, ma solo a quel livello operativo «normale» che le aziende sarebbero tenute a garantire e che nella Capitale sembrano un lontano miraggio.
L’Agenzia, istituita quattro anni fa con una deliberazione del Consiglio, dal 2003 monitora tramite rilevazioni sul campo anche il trasporto sotterraneo capitolino sulla base di cinque indicatori: accesso alla stazione, informazione e attenzione al cliente, comfort dell’attesa, qualità del viaggio e sicurezza. In relazione al primo parametro, come si legge a pagina 11 dell’ultimo rapporto relativo al trimestre luglio-settembre 2006, si registrano «punteggi piuttosto bassi e nella maggior parte dei casi sostanzialmente inferiori allo standard sia per la linea A che per la linea B... Le criticità si accentuano per quanto riguarda l’accessibilità interna e la disponibilità di biglietteria».
Più consolanti in condizioni normali i dati sulle informazioni date dal personale, ma non appena c’è il minimo intoppo (leggi un blocco della metro o un rallentamento del servizio, ndr) i risultati diventano «mediocri». Quanto al comfort dell’attesa, invece, la scarsezza cronica di posti a sedere e di spazio disponibile fanno precipitare la linea A, giusto per fare un esempio indicativo, a 26.9 punti dove invece lo standard è di 66.7, pari cioè a più del doppio. Fin troppo ovvi i riscontri sulla qualità del viaggio, come recita senza appello pagina 15: «torna a mettersi in evidenza il problema dell’affollamento a bordo dei mezzi che si riscontra anche sulle banchine di attesa. È evidente la non sufficiente capacità delle strutture rispetto al flusso di passeggeri che ogni giorno utilizzano la metropolitana».
Tutto positivo invece sul lato della sicurezza, dove si parla addirittura di posizioni ottime che superano lo standard. Sarà a questo punto interessante aspettare il prossimo rapporto, che dovrà tenere conto del tragico incidente di piazza Vittorio e della lunga serie di interruzioni e disagi di queste ultime settimane: c’è da scommetterci che l’inversione di tendenza sarà piuttosto netta. Per finire, rispetto al trimestre precedente (aprile-giugno 2006), il trend è in decremento su entrambe le linee. Un altro modo elegante per dire che va sempre peggio.
«Si tratta di disservizi di livello macroscopico - commenta Marco Marsilio, capogruppo di An in Consiglio comunale - che impongono una presa d’atto non più differibile da parte dell’amministrazione. Veltroni, Calamante e i vertici di Met.Ro dovrebbero cospargersi il capo di cenere e riflettere attentamente sui dati forniti dall’Agenzia». Dati che vanno ad aggiungersi a quelli contenuti nel Rapporto sull’economia romana appena presentato e che vedono l’aumento costante di mezzi privati e la crescita zero di passeggeri su quelli pubblici.
«A Roma da quando governa il centrosinistra - ironizza Fabio Desideri, capogruppo Dc al Consiglio regionale - nel settore strategico della mobilità non si può mai dire: la sai l’ultima? Le notizie negative infatti si susseguono a ritmo talmente incalzante da essere sempre penultime. Questo rapporto mette per l’ennesima volta in risalto l’approssimazione con la quale il Campidoglio gestisce il trasporto su rotaia».