Metro, bus e tram: un mese di rincari

Fra oggi e il 1° settembre prezzi più alti per i biglietti urbani ed extra-urbani. EFFETTI COLLATERALI
I mezzi di trasporto più cari sono un incentivo all’uso delle automobili

Tartassati due volte. Sarà un mese da incubo per i pendolari, da oggi scattano gli aumenti in media del 9% sui treni regionali e del 16-20% sulle linee extraurbane che fanno capo alla Provincia. Dal primo settembre dovranno fare i conti anche con la stangata sui biglietti Atm votata venerdì scorso dalla giunta di Pisapia. Non sarà un caso che la maggioranza di centrosinistra in Comune, forte del referendum sull’ambiente, stia pensando di trasformare Ecopass dal 2012 in una congestion charge. Una tassa sul traffico che rischia di intasare di nuovo il centro visto che il caro-trasporti sposterà molti habituè dei mezzi pubblici su auto e scooter. Anche perchè in città il biglietto singolo passerà da un euro a 1,50, il cinquanta per cento in più.
Gli effetti della doppia stangata? Qualche esempio. Da oggi chi viaggia da Sesto San Giovanni a Milano non paga più 1,60 euro ma 1,70 per effetto degli aumenti fissati dalla Provincia. Tra un mese quando si aggiungerà il rincaro Atm deciso da Palazzo Marino la tariffa sale a 1,90. La tratta da Milano fino a Rho-Fiera: da 2 euro e 10 a 2,35 e poi diventerà 2,50. La tratta Aassago-Milano: fino a ieri 2,10 euro, da oggi 2,35, tra un mese 2 euro e mezzo. Con l’aumento previsto da Palazzo Isimbardi tutti i titoli di viaggio per le linee su gomma del Sitam (il sistema integrato trasporti dell’area milanese che copre tutto il territorio della provincia) subiscono dunque da oggi un aumento di circa il 20%. L’ente ha spiegato che «l’aumento è obbligato», una recente legge regionale ha introdotto «nuovi modelli di bigliettazione» e «ha tagliato ai trasporti provinciali sette milioni di euro fissando al 20% il livello di aumento». Sul sito di Atm (www.atm.it) sono pubblicati anche gli effetti sugli abbonamenti interurbani in vigore da oggi. Quello settimanale (area intera) passa ad esempio da 9,9 a 11,9 euro in più, aumenti da sei fino a quindici euro in più per il mensile, l’annuale sale da 393 a 471,5 euro.
Dal primo settembre dunque viaggiare su tram, bus e metropolitana in città costerà 1,50 euro ma la durata del biglietto si allunga di quindici minuti (da 75 a 90). La «manovra» della giunta Pisapia si traduce ovviamente nell’aumento sulle altre formule di viaggio. Il carnet da dieci passerà dagli attuali 9.20 euro a 13,80. Il giornaliero costerà 1 euro e mezzo in più (cioè 4,50), il settimanale 2,30 in più (cioè 11,30 euro). Resterà fisso a 16 e 170 euro il costo del mensile e dell’abbonamento annuale. Solo in consiglio comunale (e quindi difficilmente entreranno in vigore prima di ottobre) verranno votate le delibere per rendere gratuiti i mezzi pubblici agli over 65 con un reddito Isee inferiore a 16 euro e il passaggio dall’abbonamento studenti a quello per gli «under 26».
Il via libera all’aumento dei biglietti su Trenord (da oggi quasi il 10 per cento in più) era legato legato al raggiungimento degli standard di qualità fissati dal Pirellone. Ha raggiunto l’uno per cento di soppressioni contro la soglia massima dell’1,5, i treni in ritardo sono il 3,7% del totale contro una soglia del 3,9. Due parametri raggiunti su tre, resta ancora insoddisfacente il ritardo medio per passeggero (è di 3 minuti e dieci secondi al giorno).