Metro C, niente snodo a piazza Venezia

Purtroppo non si tratta di un pesce d’aprile, come la giornata odierna potrebbe suggerire. Al contrario, la notizia è malinconicamente vera: la fermata «Venezia» della futura metro C non si farà. Quantomeno non si farà nell’area in cui era stata prevista, al centro della piazza, davanti a Palazzo Venezia e al Vittoriano, dove sono in corso sondaggi archeologici preliminari. Indagini che hanno consentito - come si legge nell’ultimo rapporto sullo stato dei lavori - il «ritrovamento di un impianto produttivo per vetro e ceramiche di età tardo-medievale di particolare interesse e rilevanza storica». Impianto ben visibile e di grande valore, ma che costringerà a spostare la stazione altrove. Il cantiere - ed è questa la novità emersa dal Cda di Roma Metropolitane di giovedì scorso - verrà ora preso in consegna dalla Soprintendenza archeologica. Quale futuro quindi per una stazione simbolo dell’Archeo-metro come «Venezia»? L’ipotesi attualmente in campo, e per la quale sembra siano già state avviate alcune attività di pre-sondaggio, è quella di spostare la fermata ai piedi del Campidoglio, nell’area del Carcere Mamertino (sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami), la più antica prigione capitolina che venne fatta costruire dal re Anco Marzio nel VII secolo a.C. Un sito suggestivo ma che migliaia di anni dopo rischia di trasformarsi in una prigione anche per la futura linea D, il cui tracciato prevede un nodo di scambio con la C proprio in corrispondenza della fermata «Venezia». E l’idea che sotto il Campidoglio possano addirittura incrociarsi due linee metro, al momento sembra, per usare un eufemismo, azzardata. Si può, invece, prevedere che anche il progetto della D - per cui la giunta ha dato il via libera al project financing lo scorso 26 marzo - dovrà subire a breve delle rilevanti modifiche.
Ma ancora non è tutto. Sempre in merito alla metro C, il «poderoso basamento di un importante edificio pubblico della Roma imperiale» rinvenuto nel sito di S. Andrea della Valle a 4,5-5 metri dal piano stradale, così come «i continui rinvenimenti di murature» in via Cesare Battisti e piazza della Chiesa Nuova, proiettano una luce sinistra anche sul futuro delle fermate «Argentina» e «Chiesa Nuova». Specie se il criterio dovesse essere ancora quello adottato dalla SAR per la stazione «Venezia». E a quel punto le conseguenze per la tratta centrale, nonché spina dorsale dell’Archeo-metro sarebbero quelle che avrebbe paventato lo stesso presidente di Roma Metropolitane Chicco Testa, durante il Cda di giovedì: «Se saltano le stazioni del centro storico (...)
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