Metro C, si procede a passo di lumaca

Omar Sherif H. Rida

Metro C, avanti adagio. Se già alla fine di ottobre avevamo descritto i ritardi con cui avanzavano i lavori nei 13 cantieri per gli scavi archeologici delle tratte T2 (Clodio/Mazzini-Venezia) e T3 (Venezia-San Giovanni), a distanza di 45 giorni la situazione è pressoché invariata e si registrano solo lentissimi passi avanti. Si tratta di cantieri aperti nel luglio scorso e che avrebbero dovuto essere riconsegnati entro sei mesi, per poter così passare, a gennaio 2007, alla cosiddetta «fase B»: l’inizio dei lavori per lo scavo delle stazioni.
Illusioni che hanno lasciato presto spazio a una dura realtà fatta di inevitabili ritrovamenti di reperti, pareri della Soprintendenza per i beni archeologici per poter proseguire i lavori e inevitabili disagi per i cittadini. La situazione più critica è per ovvi motivi quella delle stazioni del centro storico: piazza Venezia, piazza della Chiesa Nuova, piazza Pasquale Paoli (stazione San Pietro). Ma anche nei siti più vicini al futuro capolinea Clodio-Mazzini a ottobre il quadro non era dei più incoraggianti. Vediamo nel dettaglio cos’è cambiato da allora:
Viale Mazzini, via Barletta, largo Amba Aradam, via Ipponio. Nei primi tre le indagini archeologiche (scavi blindati e carotaggi) procedono ancora nonostante in un primo tempo avrebbero dovuto terminare entro ottobre prima e dicembre poi. Solo i cantieri di via e largo Ipponio sono stati riconsegnati lo scorso 6 dicembre e ora si attende il parere tecnico della Soprintendenza archeologica regionale.
Piazza Pasquale Paoli, piazza della Chiesa Nuova, piazza Sant’Andrea della Valle e via Cesare Battisti. Dopo il benestare arrivato il 24 ottobre da parte della Soprintendenza per i beni architettonici, sono state quasi ultimate le attività di smontaggio e rimozione dei reperti archeologici rinvenuti. A piazza Paoli in particolare è stato completato lo smontaggio di una pavimentazione in selciato del sistema del Tevere risalente al ’700, e stanno proseguendo gli scavi blindati.
Piazza Venezia. Anche nel cantiere più famoso è ancora in corso lo smontaggio delle «strutture post-antiche» salvaguardando i resti delle fondazioni del Palazzetto Venezia ed è stato prescritto uno spostamento di circa 5 metri del futuro pozzo della stazione.
Via dei Fori Imperiali. È terminato lo smontaggio di un basolato romano e di un pavimento in mosaico. «Roma Metropolitane» ha poi completato l’istruttoria sul progetto esecutivo consegnato dal Contraente Generale (la Ati) circa le nuove indagini archeologiche a piazza Madonna di Loreto, via dei Fori Imperiali-Vittoriano e stazione Colosseo: si attende ora la consegna delle nuove aree.
Nel cantiere dei giardini di via Sannio infine - come ha confermato recentemente il soprintendente archeologico capitolino, Angelo Bottini - la documentazione scientifica sulle strutture post-antiche e tardo-antiche rinvenute è prevista per gennaio, mentre proseguono gli scavi blindati.
«Work in progress» quindi per la cosiddetta «archeo-metro», ma sempre sul filo del rasoio. E intanto sui forum on line le discussioni tra esperti impazzano ormai da mesi. Sul forum del «mondo dei treni» (www.ilmondodeitreni.it) «Sandroz» già a settembre scriveva: «A piazza Venezia i sondaggi archeologici sono già stati effettuati all’inizio degli anni ’80 (per la creazione delle aiuole) e la piazza è colma di reperti. Sottolineo nuovamente che i progettisti stessi dell’Atac sostengono che la linea C non può superare San Giovanni». E se lo dicono i progettisti dell’Atac...