Metro e bus, via al piano sicurezza nelle stazioni

Per 25 siti tra stazioni ferroviarie, della metropolitana, capolinea di bus, parcheggi di scambio e aree esterne di servizio, è in arrivo un piano sicurezza comunale. Annunciate pulizie, il potenziamento dell’illuminazione, 400 telecamere e 80 colonnine sos collegate alla sala operativa dell’Atac per richiedere, in caso d’emergenza, l’intervento delle forze dell’ordine. Lo ha stabilito la giunta capitolina con una memoria che ha definito il piano di interventi per la sicurezza dei 25 siti giudicati «più urgenti», anche se l’attività interesserà complessivamente 136 siti che potrebbero essere riqualificati entro il 2008.
A presentare il piano sicurezza in Campidoglio il sindaco Veltroni, gli assessori alla Mobilità Calamante e alla Sicurezza Touadi, il presidente di Atac spa Vento, il presidente e l’ad di Trambus Morese e Ranucci, il presidente di Met.Ro Bianchi e l’ad del Gruppo Fs, Moretti.
Calamante ha ricordato che «il piano copre tutti i Municipi e le aree interne ed esterne alle stazioni ferroviarie di Trastevere, Tuscolana, Nomentana, Muratella, Prenestina e Torricola, le stazioni metro Anagnina, Cipro, Ponte Mammolo, Tiburtina, Colosseo ed Eur-Magliana, con le relative strutture di servizio (parcheggi di scambio e capolinea), le stazioni di Acqua Acetosa, Campi Sportivi, Grotte Celoni, Labaro, Pantano, Saxa Rubra, Tor di Quinto e Tor di Valle, oltre ai capolinea di bus di via Boglione, via dell’Idroscalo, e ai parcheggi di La Storta e Mattia Battistini». Entro giugno saranno definiti i progetti relativi alla messa in sicurezza dei restanti 111 siti che dovrebbero concludersi entro la fine del 2008.
Un «Piano di sicurezza tardivo» secondo il consigliere regionale dell’Udc Stefano Desideri. «È solo fumo negli occhi dei cittadini- denuncia -. Basti considerare che Roma è l’unica capitale europea ad avere due stazioni ferroviarie chiuse per motivi di sicurezza. Parliamo di Monte Antenne (Roma-Viterbo) e di Salone (Fr2). In particolare di quest’ultima attendiamo da tempo la riapertura, alla luce delle promesse di cui in molti si sono già dimenticati».