Metro ferma e paralisi in città Il Codacons: «Il garante che fa?»

Tutto previsto: i disagi preannunciati sono diventati caos. La chiusura della metro, non però degli altri mezzi pubblici, ha messo ieri nuovamente al tappeto il traffico cittadino. Dunque, l’ennesima giornata di intasamenti nelle vie del centro, da via Cavour a via Merulana e su tutta l’Appia Nuova in direzione San Giovanni. Ma code interminabili soprattutto sui Lungotevere dal lato del centro storico. Bloccata l’Ostiense. Traffico pauroso anche in viale dell’Università e in vari tratti della tangenziale, tra cui quelli dalla stazione Tiburtina a via Lanciani, in direzione Foro Italico, e da viale Libia a via Lanciani in direzione San Giovanni.
Stessa solfa al pomeriggio, se non peggio: code a San Giovanni, su via Magna Grecia e in via Appia nell’area di piazza Santa Croce in Gerusalemme a causa di un incidente. Rallentamenti anche sulla Tuscolana, dalla Palmiro Togliatti al raccordo anulare e in via Trionfale. Traffico sostenuto anche sulla tangenziale Est in direzione allacciamento per A24.
Tutto previsto, insomma, come del resto l’intervento serale sui disagi che non farà cambiare di una virgola (ai sindacati interessa solo creare disagi...) la situazione in città. «L’ennesimo sciopero delle linee metropolitane a Roma - fa sapere il Codacons - e l’ennesima giornata di disagi per i cittadini della capitale. Ancora una volta i cittadini sono stati presi in ostaggio dai lavoratori del trasporto pubblico. Una violenza ingiusta ai danni della cittadinanza che non trova giustificazioni. Non contestiamo il diritto allo sciopero, né le loro sacrosante istanze ma non accettiamo le modalità dell’agitazione sindacale, che danneggia unicamente gli utenti. Sarebbe opportuno studiare altre forme di sciopero, come ad esempio l’apertura gratuita dei tornelli nelle metro senza blocco dei treni, così da colpire il datore di lavoro ma non i cittadini. Ci chiediamo infine cosa faccia la Commissione di Garanzia sugli scioperi di fronte a tali disagi per i cittadini e se non sia il caso di vietare qualsiasi sciopero dei trasporti nella capitale almeno per i prossimi 6 mesi».