Il metro naufraga nelle stazioni allagate Tracima anche Atm: «Colpa del Comune»

In mezza giornata Atm finisce a mollo due volte. Ieri notte l’esondazione della Martesana ha allagato i binari della linea gialla e ha causato un black out del servizio per sei ore, tra Cascina Gobba e Cassina Dè Pecchi. Non bastasse, a metà mattinata si è guastato un treno della linea 1, la «rossa», e per un’ora tra Palestro e Cairoli è stato impossibile salire sulla metropolitana. A corollario, il presidente Elio Catania ha fatto polemica, ma sbagliando bersaglio.
«Sono arrabbiato - sbotta nel pomeriggio il presidente e ad dell’azienda -, Atm è stata vittima di questa situazione che ha provocato forti disagi ai cittadini. Il Comune chiarisca su ciò che è accaduto e sulla mancanza di informazioni». Spiega che la tracimazione della Martesana ha ricoperto «centinaia di metri della linea 2 con oltre ottanta centimetri d’acqua». Ma il naviglio «è stato trascurato da tutti. Vorrei essere sicuro che non potesse essere evitata, visto che a memoria d’uomo non era mai successo che esondasse. La replica arriva dal vicesindaco Riccardo De Corato, che al numero uno di Atm consiglia di «comprarsi una cartina». Spiace, ammette, che «Catania abbia sollevato una polemica inutile e fuori bersaglio. L’esondazione della Martesana è avvenuta nel territorio del Comune di Cernusco sul Naviglio, di cui non è responsabile la Protezione Civile di Milano. Ciò nonostante questa notte, dopo la proclamazione dello stato di allerta, non abbiamo certo fatto mancare il nostro aiuto e abbiamo mandato sul posto due idrovore». La struttura cittadina «si avvale di quindici tecnici e duecento volontari, opera 24 ore su 24 e Atm, dunque, che ha un proprio delegato nel Centro di coordinamento, è costantemente a conoscenza delle eventuali situazioni di allerta».
Quel che è certo: i blocchi della metropolitana hanno causato una mattinata di passione per i pendolari. Per far fronte alla situazione di disagio e in ore di punta come quelle del mattino, Atm ha messo in circolazione 48 autobus sostitutivi sulla linea 2 e 46 sulla 1 - che però sono rimasti bloccati nel traffico già intenso delle auto private -, più un treno-navetta tra le stazioni di Cascina Gobba e Cascina Burrona. Solo intorno a mezzogiorno la circolazione è tornata regolare su entrambe le linee.
Ed è stata ancora una giornata di superlavoro per i vigili del fuoco e la polizia municipale. Centralini bollenti per cantine allagate e alberi caduti, nonostante la treguea concessa dal maltempo fino a metà pomeriggio. Una sessantina gli interventi solo dei pompieri. Per il rischio di esondazioni, ieri sera sono stati alzati gli argini del fiume Lambro in via Camaldoli ed è stato dichiarato lo stato di preallarme anche per il Seveso. Dai ieri la Regione Lombardia ha comunque revocato comunque lo stato di allarme per rischio idrogeologico e idraulico-alluvionale sulle aree delle Province di Milano, Como, Lecco, Sondrio e Varese.