La Metro spa paghi i danni

I gestori della metropolitana romana dovranno rispondere in sede civile per risarcimento danni per la morte del non vedente che a luglio 2004 fu travolto da un convoglio alla stazione di Garbatella dopo essere caduto nello spazio vuoto tra due vagoni. Lo ha stabilito una sentenza depositata due giorni fa la Corte di cassazione, affermando che i gestori delle metropolitane hanno l’obbligo di realizzare percorsi protetti per i non vedenti in modo che le persone con handicap possano accedere in maniera sicura ai convogli dei treni, e annullando la sentenza di non luogo a procedere nei confronti degli amministratori di Metro Spa emessa dal Gup di Roma il 5 aprile 2006. Accolto dunque il ricorso dei familiari della vittima e riconosciuto il loro diritto a ottenere il risarcimento per i danni sofferti per il tragico incidente. La Suprema corte ha osservato che sarebbe stato necessario riservare una «postazione fissa di fermata per i non vedenti, rendendo possibile l’apertura delle porte dei vagoni in corrispondenza di barriere di protezione lasciando protetti i punti di caduta». Dunque per i giudici della IV sezione penale è indubbia la «colpevolezza» dei gestori della Metro spa per l’«omessa realizzazione nella stazione di Garbatella di un percorso tattile».