Metro A: treni difettosi fin dall’inizio

Marcello Viaggio

Nuovi e pressanti interrogativi sui treni Caf e sull’esercizio in linea della Metro A. Dopo le prime ammissioni dell’azienda di trasporto sulle portiere bloccate e l’acqua che filtra nei vagoni, ora si apprende che la Met.Ro. avrebbe effettuato a tutt’oggi ben 48 modifiche tecniche sui treni spagnoli in servizio sulla Anagnina-Battistini. Per correggere evidenti anomalie di fabbrica o cambiare interi apparati elettro-meccanici, come potrebbero essere i comandi delle portiere. È interessante notare che 170 modifiche tecniche furono effettuate nei primi 24 mesi anche sui treni Caf a Washington. Simili i problemi. Portiere bloccate, virus nel software, condizionatori difettosi. Ad ammettere la circostanza è stato giorni fa lo stesso assessore Calamante in risposta alla question time del consigliere comunale di An Fabio Schiuma. «I convogli - si legge nel rapporto stenografico dell’intervento - hanno subito 48 modifiche tecniche. Peraltro - precisa Calamante - detti treni dopo le modifiche sono risultati affidabili e hanno già percorso 500mila Km a convoglio». Attualmente i treni Caf sulla Metro A sono 33. A luglio 2007 la commessa sarà completata portando il totale a 45. E poi che succederà? Quarantotto modifiche non sono un po’ troppe per treni in servizio da meno di 2 anni? «Siamo nella normalità» taglia corto l’assessore: «Il numero la dice lunga rispetto al fatto che questo treno è maturo e ha già avuto dei miglioramenti per quelli che possono essere dei guasti sulle porte o in altri apparati. Ma questo non c’entra nulla con la sicurezza». Parlando poi del famoso incidente di piazza Vittorio, Calamante ha aggiunto: «Se un semaforo è rosso non ci può essere nessuno che lo modifica: non c’è la centrale operativa che lo modifica. Se è rosso è così perché il regolamento dice questo. I semafori hanno 2 lampadine. Se se ne fulmina una, ce n’è un’altra. Se si fulmina anche la seconda, il macchinista sa che il segnale è da considerarsi spento». Nella risposta a Schiuma nessun accenno al «rosso permissivo». E nessuna parola, dopo l’indiscrezione sulla velocità del treno a 30 Km/h emersa dalla scatola nera, sul black-out del sistema di sicurezza, che avrebbe dovuto fermare comunque il convoglio. Ma su piazza Vittorio sono tante le cose che Calamante non dice. Perché l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, a esempio, specificamente creata per casi del genere, non è stata incaricata dal ministro di accertare i fatti? «I tempi dell’inchiesta sono troppo lunghi», afferma il senatore Angelo Cicolani, capogruppo di Fi nella commissione trasporti di Palazzo Madama. «L’incidente è del 17 ottobre - aggiunge -. Il file della scatola nera è stato consegnato solo ora al perito del magistrato e avrà 90 giorni per analizzarlo. Le tre inchieste di Governo, Regione, Met.Ro. non sono approdate a nulla. Non ci stanno dicendo tutta la verità, ne sono convinto». Sulle 48 modifiche tecniche ai treni Cicolani è categorico: «Se riguardano la messa a punto elettronica, bene. Se invece toccano la meccanica, non c’è dubbio: sono difetti di fabbrica». Con una lunga serie di puntini in sospeso. Sull’argomento da rilevare l’intervento di un esperto, l’ingegner Vittorio Formigari, autore di una dozzina di libri e video su tramvie e metropolitane: «Secondo le norme, sulla metro la tensione di linea può variare tra 1.000 e 1.800 V. È un dato di progetto, che il costruttore dei rotabili è tenuto a rispettare. Se da noi i treni Caf soffrono, i casi sono due: a) La tensione oscilla oltre i limiti stabiliti, e allora la colpa è della linea o delle sottostazioni; b) La tensione si mantiene entro i limiti, e allora i treni sono difettosi, non rispettano i capitolati. Non ci sono altre alternative. Circa gli altri punti, si tratta di evidenti difetti di costruzione: il condizionatore che lascia cadere acqua sulla testa fa solo ridere».