«Metro, vigilanti stressati»

Anna Frangione

Aumentano i vigilantes sulle banchine e all’uscita dei treni della metropolitana, ma non le garanzie di sicurezza per i viaggiatori. Il motivo? Le guardie private sono troppo stanche, stremate da turni massacranti che vanno dalle 12 alle 16 ore al giorno, da orari di lavoro spezzati in modo da non permettere il recupero delle energie necessarie. E questo perché la maggiore sorveglianza resasi necessaria dopo gli attentati di Londra non è stata coperta da nuove assunzioni, ma dall’allungamento dei turni da 8 ad almeno 12 ore. A denunciare lo sfruttamento è il Savip, sindacato autonomo di vigilanza, con una lettera indirizzata alla Procura, al prefetto, al questore di Roma, ai ministri dell’Interno e del Lavoro, al capo della polizia e all’ispettorato del lavoro.
«A fine mese le guardie parteciperanno alle esercitazioni anti-terrorismo, ma in condizioni di forte stress - ha detto il segretario nazionale del Savip, Vincenzo del Vicario -. Questi turni creano insicurezza, più che sicurezza». Alcune guardie giurate affermano, con comprensibile reticenza, di lavorare «minimo 8 ore»; ma frequenti sono i turni di almeno dieci ore. «Ogni estate si ripresenta lo stesso problema con le ferie - dice una guardia giurata all’uscita di una stazione della metropolitana-. Io non accetto di lavorare più di otto ore, ma ci viene chiesto. I neoassunti hanno difficoltà a rifiutare». Come sarebbe accaduto a una guardia privata di Metronotte in contratto di formazione che avrebbe accettato un turno lungo più di 16 ore e poi, tornando a casa, avrebbe avuto un incidente stradale. Ma se il problema è la mancanza di personale, la soluzione esiste. «A maggior ragione durante questo periodo si possono fare assunzioni semestrali e trimestrali - ha commentato Vincenzo del Vicario -. L’importante è avere un servizio che funziona». La polemica è rovente, anche perché si tratta della tutela non solo di una categoria lavorativa e della violazione di norme contrattuali, ma anche del diritto dei cittadini a sentirsi più sicuri. «Cosa può pretendersi da un agente stanco e provato da turni massacranti?- si legge nella lettera del sindacato - Quale reattività potremo attenderci nel malaugurato caso di un attacco?». Met.Ro. si rivolge all’istituto di vigilanza «Città di Roma» (Metronotte), Italpol e Mondialpol. Per l’azienda di trasporto pubblico, le turnazioni sono abbastanza regolari, ma se sarà necessario si potrebbe decidere anche di implementare il servizio di sorveglianza delle stazioni delle linee A e B. Ma Met.Ro. non ha la responsabilità di controllare le condizioni lavorative delle guardie giurate. Chi dovrebbe vigilare è l’ispettorato al lavoro in collaborazione con la polizia amministrativa. «La questura deve imporre a tutti gli istituti privati di apporre il registro dei turni sul posto di lavoro - ha proposto il segretario nazionale Savip. - Così il controllo sarebbe trasparente e facile». A difesa delle 10mila guardie della capitale si schiera il senatore della Margherita Athos de Luca: «Per far fronte alla maggiore richiesta di vigilanza in relazione al rischio terrorismo - si legge in un comunicato stampa - anziché assumere nuovo personale esasperano i turni di lavoro già illegali, fino a 16-18 ore su 24».