«Metrocult», il portale dell’arte di periferia

Chi fa parte di una compagnia teatrale, chi suona in una band e ancora chi, semplicemente, ha voglia di dare una mano. È aperto a tutti il bando di Metrocult 2008, il progetto della Provincia di Milano che si propone di rivoluzionare il modo di fare cultura in città e soprattutto, nelle zone più periferiche. «Chiediamo a tutti di partecipare - spiega l'assessore provinciale Daniela Benelli - una volta raccolte tutte le adesioni, partiremo con il progetto vero e proprio». Due gli obiettivi: «Innanzitutto la costruzione di un portale web che si proponga come una finestra di tutte le attività», cioè una sorta di guida on line per i milanesi che ogni sera troveranno molte alternative al divano e alla tv. Quindi, «l'organizzazione della Biennale delle buone pratiche e dei progetti della cultura metropolitana, pensata come una fiera campionaria presso il Politecnico in Bovisa per mettere in mostra tutti quei progetti che hanno saputo fare cultura e spettacolo coinvolgendo gli stessi spettatori e quindi portando i cittadini a svolgere un ruolo da protagonisti nelle attività di svago».
Dopo la chiusura del bando (prevista per il 29 febbraio), seguiranno incontri territoriali per conoscere i progetti dei soggetti che hanno deciso di partecipare e trovare, tutti insieme, il modo per valorizzarli e costruire un portale vivace, capace di incuriosire davvero i milanesi. «Non sarà facile mettere insieme tanti protagonisti diversi - precisa l'assessore - per questo abbiamo chiesto una mano a Marianella Sclavi, docente di Etnografia urbana al Politecnico». «Nei miei corsi - spiega la professoressa - cercherò di insegnare loro la gestione costruttiva dei conflitti». Dalla teoria alla pratica: «Concentreremo il nostro lavoro sulla creazione del portale web, perché sia divertente, animato e coinvolgente». Guardandosi attorno gli esempi positivi non mancano: «Basta pensare ai cambiamenti che il progetto per una radio di quartiere ha portato in un quartiere degradato come quello di Scampia, a Napoli - continua Sclavi - o al piano per la riqualificazione culturale delle ex fonderie di Modena». Tutti insieme quindi, per creare una nuova rete della cultura e della creatività perché «solo grazie alla valorizzazione dei talenti e delle esperienze presenti nel territorio - conclude Benelli - l'offerta culturale contribuisce allo sviluppo del tessuto sociale della città e della sua provincia».