La metropoli, un sogno che vive nei versi di Oldani, Loi e Majorino

Moda, design, tecnologia: elementi indispensabili in una metropoli all’avanguardia. Nonostante ciò, esiste ancora qualcuno a Milano capace di sognare solo con carta e penna. Sono i poeti contemporanei, che con stili diversi scrivono versi permanenti e fanno storia. Le poesie di Guido Oldani (Melegnano, 1947), ad esempio, sono una riflessione sul rapporto tra l’uomo di oggi e la realtà: «Milano è luogo di “vitalità delle macerie”, non ancora tramontate totalmente e che se ben condotte possono dar luogo ad una nuova Atene». In un suo componimento dedicato alla Lombardia, il poeta scrive: «E’ la pagnotta larga della nebbia/ dentro nella ciotola lombarda/ sotto di un cielo bianco come il lardo/ e si alza il sole, è una irrancidita/ fetta tagliata a mano di salame/ di questo metafisico sublime/ che il pane non lo nega neanche a una cane». Secondo Franco Loi (Genova, 1930) «si vive in un tempo e quindi gli influssi dell’epoca hanno la loro importanza, ma la poesia è una delle strade per la conoscenza di sé». Prima in milanese e poi in lingua italiana, i versi di Loi ammaliano per la sintonia tra semplicità del linguaggio, profondità di significato e suono. Giancarlo Majorino (Milano, 1928), uomo di cultura e altrettanto stimabile poeta, quando pensa alla poesia riflette sull’ignoto e quando parla di Milano racconta del suo fascino artistico. Majorino manifesta attenzione verso i giovani e verso uomini del passato che hanno lasciato un segno.