Metropolitana 4, la Regione contro Tabacci: è in malafede

L’assessore ha lanciato l’allarme sulla realizzazione dell’opera. Cattaneo: «Qualcuno fa il “tremontino”»

È scontro tra Regione e Comune sul futuro della linea 4 della metropolitana. Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture del Pirellone, sullo stop alla nuova metropolitana attacca (sia pur senza nominarlo espressamente) Bruno Tabacci, responsabile del Bilancio di Palazzo Marino. Parla di «confusione» e malafede e nella polemica lo definisce un «tremontino».
La Regione teme che sia in atto un tentativo di boicottaggio delle infrastrutture per il 2015: «Le opere per Expo procedono nel rispetto del cronoprogramma. Se qualcuno vuole decidere scientemente di boicottarle se ne dovrà assumere la responsabilità davanti alle istituzioni, ai cittadini e all'opinione pubblica».
Cattaneo usa toni forti. «Milano sull’Expo vuole collaborare o vuole prendere in giro le sedi istituzionali in cui si lavora insieme come ha fatto ieri con il Tavolo Lombardia?» chiede l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione. E ricorda che nelle sedi ufficiali, inclusa la seduta del tavolo Lombardia di venerdì scorso, il Comune non ha accennato alle supposte difficoltà nella realizzazione della linea 4: «Erano presenti esponenti del Governo, degli enti locali, i soggetti attuatori e tra questi l'assessore ai Lavori pubblici, Lucia Castellano, autorevoli dirigenti del Comune di Milano, i rappresentanti di ATM e di Metropolitana milanese, che sono più volte intervenuti. Nessuno ha fatto presente rischi sulla realizzazione della M4»
Ma poi l’assessore Tabacci ha dichiarato che la linea 4 è a rischio, accusando il governo. «Successivamente - prosegue Cattaneo - abbiamo appreso che emergevano in Giunta comunale, nelle stesse ore, delle criticità. Delle due l’una: o a Milano c’è una grande confusione oppure dobbiamo pensare che qualcuno non sia in buona fede». Fino alla domanda provocatoria: «È forse questo il clima di proclami e contraddizioni a cui dovremo presto abituarci?».
A chiudere le osservazioni del Pirellone il paragone con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, noto per tenere ben chiusi i cordoni della borsa: «È forse più probabile che all’interno di Palazzo Marino ci sia qualche aspirante “tremontino” che vuole fare il bello ed il cattivo tempo».
SCot