Dalla metropolitana ai «Nonluoghi»

Marc Augé (Poitiers, 1935, nella foto), antropologo e sociologo, è directeur d’études (Logica simbolica e ideologia) all’École des Hautes Etudes di Parigi, di cui è stato a lungo presidente. Africanista di formazione, da anni si occupa di antropologia delle società complesse. Ha coniato l’espressione «nonluoghi» per indicare i posti anonimi dove si accede, paradossalmente, fornendo un documento d’identità e si sperimenta un senso di solitudine esistenziale: autostrade, stazioni, aeroporti, supermercati, grandi alberghi, ma anche i campi profughi con i loro esseri umani in pargheggio. Autore di numerosi saggi, segnaliamo: Nonluoghi (1993), Un etnolgo nel metrò (1992), Ville e tenute, etnologia della casa di campagna (1994), editi da Elèuthera. Inoltre sono stati tradotti: Il senso del male (1995), Il senso degli altri (1995), Disneyland e altri nonluoghi (1999).