Metropolitana, un’altra giornata nera

A un anno esatto dal drammatico incidente di piazza Vittorio, disservizi e insicurezza tengono ancora in ostaggio la metropolitana di Roma. Ieri è stata una giornata nera, con disagi la mattina e la sera. Si parte alle 8,30, quando fumo nero e numerose scintille si sprigionano da un treno che sta facendo ingresso nella stazione Arco di Travertino. Subito è panico tra i passeggeri che, udite le sirene dell’allarme antincendio, abbandonano la banchina, riversandosi confusamente verso le uscite, mentre una donna accusa un malore. Intanto la stazione viene chiusa per consentire l’intervento dei tecnici e Met.Ro. impone lo stop dei treni tra Anagnina e San Giovanni. A determinare il guasto, farà sapere più tardi l’Atac, il «pantografo di un convoglio che ha danneggiato la rete aerea».
Quello che probabilmente i responsabili della società che gestisce la mobilità capitolina non possono accertare è il caos generato dal blocco, con il quadrante Sud-Est della città in ginocchio per più di due ore a causa delle 12 fermate fuori uso. Il traffico sull’Appia si paralizza, con i vigili obbligati a prolungare a dismisura la durata dei semafori e gli automobilisti a fare lo slalom nella marea umana accalcata intorno alle poche navette. Sebbene i bus sostitutivi ufficialmente messi in strada siano 57, salire a bordo è impresa tale da costringere tanti malcapitati, soprattutto anziani, ad attese superiori all’ora. Forti rallentamenti anche lungo via Tuscolana e, sottoterra, sulla tratta funzionante della linea A, con i treni che, prima della chiusura delle porte, si riempiono oltre ogni limite, trasformati in surriscaldati carri bestiame nonostante l’aria condizionata. «E meno male che siamo la capitale d’Italia - protesta esasperata Anna -. Ci ho messo tre ore per arrivare da Anagnina a Termini, dove dovevo prendere un treno. Ovviamente l’ho perso». «Dovevo essere alla Sapienza alle nove - le fa eco una studentessa - sono le 10,30 e sono ancora a Piazza Re di Roma». Alle 10,39 arriva finalmente l’avviso che il servizio sta gradualmente riprendendo sull’intera linea. A San Giovanni, per evitare ulteriori disagi alle tante persone in fila, il personale decide di aprire i tornelli rendendo facoltativa la convalida dei biglietti. «Tanto non lo avrei pagato lo stesso», commenta un signore di mezza età. E mentre la situazione ritorna alla normalità, intorno alle 11,00 alla fermata Vittorio si blocca anche l’unica scala mobile scaraventando in avanti le prime tre file di passeggeri. E in serata nuovo blocco, stavolta causato dal suicidio di una donna gettatasi sotto un treno di nuovo alla stazione Arco di Travertino. Anche in questo caso linea bloccata e scene bibliche con migliaia di persone in strada a caccia delle navette sostitutive. Insomma, una giornataccia.