Metropolitana chiusa? Non per i ladri

Paola Fucilieri

Esercitazioni contro attacchi terroristici? Sistemi di videosorveglianza ipertecnologici? Personale specializzato e addestrato? E che dire delle care, vecchie, semplici chiavi. Sì, perché è proprio con una delle famose «chiavi crociate» - che dovrebbero essere in esclusivo possesso del personale Atm - che l’altra notte dei malviventi hanno aperto una grata dell’uscita di emergenza tra le fermate della metropolitana di Primaticcio e Inganni (linea rossa, la uno), all’angolo tra via dei Ciclamini e via Legioni Romane, per raggiungere la galleria sotterranea e mettere a segno due furti nei mezzanini.
«Finché c’erano porte forzate, serrande alzate, come durante gli episodi accaduti quest’estate, potevamo pensare che i responsabili dei furti nei mezzanini del metrò fossero nomadi di bassa statura o a giovani romene - sostiene la polizia - ma in questo caso specifico proprio no: chi è entrato ha usato le cosiddette chiavi crociate e ha forzato la grata dall’esterno. Quelle grate non si aprono in altro modo. Quindi potrebbe essere stato chiunque».
Erano le 3.40 della notte tra domenica e lunedì. Una volta dentro la metro i malviventi hanno razziato le macchinette automatiche per l'emissione dei biglietti Atm e un'edicola, sia alla stazione di Primaticcio che in quella di Inganni.
Sono stati costretti, però, ad abbandonare proprio lì ad Inganni, quindi sul posto, la maggior parte della refurtiva, visto che il tempestivo arrivo del personale di sorveglianza Atm, avvertito dall’allarme - li ha costretti a scappare.
I due operatori dell'azienda di trasporto, infatti, durante la loro ricognizione hanno notato le macchinette per la distribuzione dei biglietti forzate nei locali della stazione Primaticcio e hanno avvertito immediatamente la polizia, mentre vedevano tre o quattro individui allontanarsi di corsa nella galleria in direzione Bisceglie. I ladri sono poi riusciti a far perdere le loro tracce riguadagnando la superficie attraverso lo stesso varco dal quale erano penetrati.
Mentre l’Atm continua a non fare commenti, Restano ignoti per ora anche i ladri che, tra sabato e domenica, si sono introdotti (ma non si sa in che modo, ndr) anche nel mezzanino della metropolitana di Sesto Rondò - sempre sulla stessa linea uno, dove hanno scassinato i locali del bar.