«La metropolitana romana come il Bronx»

Stefania Scarpa

Un viaggio nella caporetto dei trasporti pubblici romani. Se l’è concesso (si fa per dire) il candidato sindaco della Casa delle libertà Gianni Alemanno. Che ha dedicato quasi l’intera giornata a quello che è probabilmente il più lancinante fallimento della giunta Veltroni. «Per recuperare i ritardi - dice il ministro uscente - ci vorranno 4 o 5 anni».
Il viaggio è cominciato in metropolitana, simbolo dell’efficienza dei trasporti pubblici delle grandi città. Non certo di Roma: «Andare in metropolitana a Roma è come stare in frontiera, in un Bronx», ha detto Alemanno. San Giovanni ore 8 la partenza, poi tappe a Spagna e a Termini, a raccogliere le lamentele dei passeggeri e a stilare deprimenti bilanci: «Dobbiamo distinguere la mobilità - ha continuato Alemanno - in due aspetti diversi: uno strategico con interventi infrastrutturali e uno immediato a causa dell’assenza di programmazione. Abbiamo avuto una improvvisazione. Oggi nonostante le difficoltà usiamo le metropolitane al 60 per cento perché non sono state acquistate le vetture che potrebbero raddoppiare le capacità di trasporto». Alemanno ha lanciato l’idea di «un commissario per la mobilità» e di «aumentare i vigili su strada».
Problemi strutturali ai quali si aggiungono altre due spine di attualità. «Veltroni - ha detto Alemanno - deve fare i conti con le dimissioni di Di Carlo, ovvero con un accumulo di errori fatti sulla pelle del personale. Adesso i nodi sono venuti al pettine e Veltroni in campagna elettorale deve fare con le dimissioni di Di Carlo oltre che con lo sciopero degli autoferrotranvieri previsto per il 19 maggio».
Poi, nel suo tour, Alemanno, accompagnato dal presidente di An Gianfranco Fini, è salito su un tram al deposito di Trambus diretto a piazza Risorgimento. Nel viaggio sono stati presentati alcuni dati elaborati dal Comitato elettorale su fonti di Istat, Aci, Airpark e bilanci Atac. Secondo i numeri, Roma è la città che ha il più alto tasso di motorizzazione d’Italia (762 macchine per 1000 abitanti) e i mezzi pubblici hanno un traffico di utenti di 1,2 miliardi di persone l’anno. «È come se si trasportasse - ha commentato il consigliere comunale Vincenzo Piso - l’intera popolazione della Cina». An punta il dito sui Jumbo bus da 18 metri, «il cui costo delle vetture è di circa 700 milioni delle vecchie lire», sul calo degli operai della manutenzione (secondo An sarebbero passati dai 1271 del 2001 agli 894 del 2005). «Dei circa 160 tram a disposizione - hanno continuato da An - 80 sono Jumbo tram Rm1 e Rm2. Due di questi, lunghi più di 40 metri e costati più di 4 miliardi l’uno, non sono mai entrati in esercizio». Alemanno, infine, ha sottolineato che i trasportatori romani «attendono da un anno e mezzo l’effettivo funzionamento di un centro smistamento per il traffico merci».
Quanto a Fini, ha allargato l’orizzonte agli ultimi dodici anni di amministrazione di centrosinistra. «Rispetto a quindici anni fa - ha detto Fini - i grandi problemi a Roma sono rimasti obiettivamente gli stessi; certo, non si può contestare che in quindici anni siano state realizzate delle cose ma si è trattato di interventi non in proporzione con le risorse disponibili e il numero di anni di governo». E il modello Roma? «È un’abile invenzione propagandistica di Veltroni e della sinistra. Se riusciamo ad attirare l’attenzione sulla città, l’esito della campagna elettorale sarà tutt’altro che scritto».